Terra Santa: “lì custodiamo le pietre vive da 800 anni”

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“A settembre del 2019 cadrà l’anniversario dell’incontro tra san Francesco e il sultano Malik al Kamil, avvenuto a Damietta, poco distante da Il Cairo, la nostra città. Il frutto di quel colloquio è la Custodia di Terra Santa”. Lo ricorda il frate francescano Botros Danial, responsabile della corale della chiesa di San Francesco, nel centro della Capitale egiziana, in tournée in Italia. “I francescani dimostrano l’immenso amore per la Terra Santa con i loro sacrifici – aggiunge il frate -. Per la Chiesa rimanere è stato difficile: custodire i luoghi di Gesù e del Vangelo è costato la vita a duemila frati. Il lavoro di noi francescani continua da 800 anni: abbiamo capito che bisogna custodire non solo le pietre vere e proprie, ma anche le pietre vive. Ecco perché abbiamo costruito centri sportivi, centri di aggregazione, la prima scuola del Medio Oriente. Tuttora cerchiamo di dare lavoro e trovare case nella città vecchia di Gerusalemme per trattenere i cristiani in Terra Santa”. Durante la liturgia nella cattedrale di Crema, dove si trova in questi giorni, padre Danial ha poi detto: “Tutti vogliono Gerusalemme e la decisione di Trump di spostare l’ambasciata da Tel Aviv alla Città santa ha inferto un altro colpo duro alla situazione complicata. Però, grazie alla Custodia i cristiani rimangono. Avete dei fratelli in Palestina, in Egitto, in Medio Oriente e non ve ne dimenticate mai: ringraziamo i tanti cristiani come voi per l’aiuto straordinario. La nostra missione è portare il messaggio del Vangelo e di san Francesco: continuiamo l’opera, fiduciosi”.

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