Assemblea Cei: Martinez (RnS), “introduzione del card. Bassetti è un tuffo salutare nelle acque di un cattolicesimo italiano che sembra stagnare”

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L’introduzione ai lavori della 71ª Assemblea generale dei vescovi italiani da parte del presidente, il card. Gualtiero Bassetti, “è un tuffo salutare nelle acque di un cattolicesimo italiano che sembra stagnare”. Così Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito (RnS), commenta le parole del card. Bassetti all’Assemblea generale della Cei. “Con l’Appello ai Liberi e Forti, don Sturzo e gli amici del Partito Popolare Italiano intendevano attuare gli ideali di giustizia sociale ispirati al cristianesimo dinanzi alle grandi necessità di un Paese che si rialzava dopo una grande devastazione morale e sviluppare le energie spirituali e materiali presenti nel Paese”, prosegue Martinez, evidenziando che “lo stesso Appello, oggi, con i 12 punti di programma che lo qualificavano, rimane valido, attuale e attuabile, perché immutabile è il Vangelo e la fede nella Provvidenza che sempre ha animato i cristiani, specie nei momenti di crisi, aprendoli al dialogo e alla costruzione del nuovo”. “Se è vero che ‘la fede è fuoco e non fumo’, come ha ricordato il card. Bassetti, è altrettanto vero che sotto la cenere la brace brucia ancora!”, sottolinea il presidente di RnS. “Ne siamo persuasi stando in mezzo alla nostra gente e registrando la vitalità e la laboriosità di tante persone e di tante realtà che spesso rimangono in ombra ma che fanno la storia del nostro Paese”, continua Martinez, assicurando che “siamo protesi a dare nuova evidenza e incidenza alle attese del Santo Padre già espresse in occasione del Convegno ecclesiale di Firenze e ora ben ribadite dal presidente della Cei”. “Urge discontinuità metodologica nella valorizzazione della Dottrina sociale della Chiesa, che deve stare nel ‘petto’ prima che nella testa e nelle opere”, ammonisce Martinez. “Urge una nuova generazione di leaders, di giovani soprattutto, credenti e non cedenti, capaci di una visione più alta del bene comune; urgono nuovi modelli di leadership interculturale e interreligiosa, che vedano interagire tutte le ricchezze dell’umanesimo cristiano in nuove sintesi, con speciale riguardo all’Europa e all’Europa mediterranea”. “Abbiamo bisogno gli uni degli altri, di stare insieme, di camminare e progettare insieme, di esperimentare una nuova fraternità nell’impegno sociale, di dare corso a nuovi progetti”, conclude.

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