Suore Oblate del SS. Redentore, la solidarietà tesse le trame del destino

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DIOCESI – Le Suore Oblate del SS. Redentore hanno presentato alla Sala dei Savi del Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno il progetto “Laboratorio di Frontiera 2.0”, approvato e finanziato dalla Fondazione Carisap di Ascoli Piceno nell’ambito degli interventi a carattere sociale per il biennio 2017-2019.

Si tratta di un progetto che ha la finalità di creare concrete opportunità lavorative per donne che per varie motivazioni vivono oltre la “frontiera” della sicurezza: il “passaporto” che le Oblate vogliono rilasciare è quello di un’opportunità di lavoro che possa portarle all’autonomia economica, unica strada per riconquistare una dignità di persona e per superare interventi di tipo assistenzialistico. Il progetto prevede che donne in difficoltà diventino protagoniste della loro vita e a questo scopo verrà costituita un’associazione e poi una cooperativa di lavoro in cui 10 donne possano superare l’emarginazione per costruirsi un percorso lavorativo, nell’ambito del tessile e della produzione e lavorazione della lavanda. Un progetto ambizioso, ma non irrealizzabile, anche grazie al supporto di una forte e convinta rete di cooperazioni, che vede diverse realtà civili ed ecclesiali, scuole, aziende e associazioni di volontariato, partecipare attivamente al “Laboratorio di Frontiera 2.0”.

Alla gradita presenza della Dott.ssa Monaldi in rappresentanza del Prefetto e dell’assessore comunale Dott.ssa Ferretti, la responsabile del progetto, Suor Charo ha iniziato l’incontro con un gesto molto significativo, mostrando un telaio con un ordito dai fili già fissati. Ha spiegato che questi rappresentavano la forza della volontà delle Oblate che nel loro carisma storicamente, fin dal 1864, sono sempre state accanto alle donne emarginate. Una volontaria ha poi letto una poesia in cui si parla di amore come mano che traccia la trama dell’esistenza, metafora delle persone che intessono, insieme alle donne protagoniste del progetto, il disegno del loro futuro.

Simbolicamente è stato consegnato un gomitolo colorato da far scorrere tra i fili dell’ordito ad alcuni dei partner del progetto come la cooperativa Ama Aquilone e della Ditta Idea snc, che hanno illustrato il loro ruolo di cooperazione nel disegno della vita che le donne impareranno a tracciare. A questo seguiranno altri momenti informativi e occasioni di incontro con la cittadinanza, con l’auspicio da parte delle Oblate e dei protagonisti del progetto “Laboratorio di frontiera 2.0”, che anch’essa desideri prendere un colorato gomitolo di solidarietà.

Inoltre le suore Oblate invitano tutti a due importanti momenti di formazione che si terranno questa sera, venerdì 11 maggio e venerdì 18 maggio alle ore 21.15 presso casa Irene.

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