Papa Francesco: O con Dio o con il diavolo

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M.Michela Nicolais

Per il cristiano non esistono mezze misure: la rinuncia a Satana e la professione di fede vanno sempre insieme. Lo ha spiegato il Papa durante la catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata davanti a 15mila persone e dedicata ai riti centrali del battesimo.

“L’acqua è matrice di vita e di benessere – esordisce Francesco – mentre la sua mancanza provoca lo spegnersi di ogni fecondità, come capita nel deserto; l’acqua, però, può essere anche causa di morte, quando sommerge tra i suoi flutti o in grande quantità travolge ogni cosa; infine, l’acqua ha la capacità di lavare, pulire, purificare”.

Tuttavia, il potere di rimettere i peccati non sta nell’acqua in sé, ma nell’azione dello Spirito Santo, invocato dalla Chiesa durante il rito: “La preghiera di benedizione dice che Dio ha preparato l’acqua ad essere segno del battesimo”, come narrano le varie prefigurazioni bibliche, fino al battesimo di Gesù nel Giordano. “E così quest’acqua viene trasformata, un’acqua che porta in sé la forza dello Spirito Santo”. “È con quest’acqua, che porta in sé la forza dello Spirito Santo, che battezziamo la gente: gli adulti, i bambini, tutti”.

“O stai con Dio o con il diavolo: la rinuncia e l’atto di fede vanno insieme”.

Francesco commenta così il momento in cui, durante il rito del battesimo, si rinuncia a Satana, prima di pronunciare il Credo. “Santificata l’acqua del fonte, bisogna disporre il cuore per accedere al battesimo”, spiega: “Ciò avviene con la rinuncia a Satana e la professione di fede, due atti strettamente connessi tra loro”.

“Nella misura in cui dico no alle suggestioni del diavolo – il diavolo è colui che divide – sono in grado di dire sì a Dio che mi chiama a conformarmi a lui nei pensieri e nelle opere”, prosegue il Papa. “Il diavolo divide, Dio unisce sempre la comunità, la gente, in un solo popolo”, aggiunge.

“Non è possibile aderire a Cristo ponendo condizioni”, il monito: “Occorre distaccarsi da certi legami per poterne abbracciare davvero altri”. “Noi, per quella gente che non si sa bene il profilo che ha, e che sempre è riuscita a cavarsela bene ma non chiaramente, diciamo: ‘Questo va bene con Dio e col diavolo’”, l’esempio scelto fuori testo: “Questo non può andare: o stai con Dio o con il diavolo, la rinuncia e l’atto di fede vanno insieme. Occorre tagliare dei ponti, lasciandoli alle spalle, per intraprendere la nuova via che è Cristo”.

Durante il rito del battesimo, la risposta alle domande “Rinunciate a Satana, a tutte le sue opere, e a tutte le sue seduzioni?” è formulata alla prima persona singolare. “Io rinuncio, così si risponde”, dice Francesco facendolo notare: “Non anonimamente, rinuncio io. E allo stesso modo viene professata la fede della Chiesa, dicendo: ‘Credo’”.

“Io rinuncio, e io credo: e questo è alla base del battesimo”, la sintesi.

Secondo il Papa, si tratta di “una scelta responsabile, che esige di essere tradotta in gesti concreti di fiducia in Dio. L’atto di fede suppone un impegno che lo stesso battesimo aiuterà a mantenere con perseveranza nelle diverse situazioni e prove della vita”. Poi Francesco cita l’antica sapienza di Israele: “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione, cioè preparati alla lotta. E la presenza dello Spirito Santo ti darà la forza per lottare bene”. “Quando intingiamo la mano nell’acqua benedetta e facciamo il segno della Croce, pensiamo con gioia e gratitudine al battesimo che abbiamo ricevuto”, l’invito finale.

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