Monastero Santa Speranza, Suor Graziana: “qui faccio esperienza di quella pienezza che cercavo”

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DIOCESI – Da poco tempo è stata eletta come nuova Abbadessa del Monastero Santa Speranza in San Benedetto del Tronto, Suor Graziana.
Il Monastero è una comunità di monache clarisse, di clausura. Situato vicino al centro della città, si presenta come un luogo architettonicamente moderno, ma comunque legato fortemente alle tradizioni di povertà e semplicità. Ospita attualmente una piccola comunità di 6 Suore.

Sr. Graziana cosa sognavi di fare da bambina?
Da bambina volevo fare molte cose: la maestra, il medico e la mamma.

Come nasce la tua vocazione?
La mia vocazione è nata in Parrocchia, nell’AC, dall’esperienza delle Parola di Dio, della preghiera e del servizio, esperienze che hanno fatto nascere e crescere in me il desiderio di donarmi interamente al Signore.

Quale è stato il percorso che ti ha portato al monastero Santa Speranza?
Dopo un percorso di discernimento mediante la Parola di Dio, con l’accompagnamento spirituale del mio parroco, mi è sembrato di capire che il Signore mi chiamasse a vivere alla maniera di Chiara e Francesco di Assisi, due figure che, in qualche modo avevano sempre accompagnato il mio cammino di fede. E, sempre dal mio parroco, ho avuto l’indirizzo del Monastero Santa Speranza, che ho contattato per esprimere il desiderio di fare un’esperienza. Quindi le sorelle mi hanno accolto per un’esperienza di qualche settimana e… non sono più andata via!

Cosa prevede il tuo nuovo incarico di Abbadessa?
Per la nostra fondatrice, S.Chiara, l’Abbadessa è anzitutto la serva delle sorelle, colei che si prende cura delle sue sorelle come una madre, avendo a cuore che ciascuna possa crescere nella conoscenza del Signore e diventare una donna matura umanamente e cristianamente per rispondere con libertà e con gioia sempre più grande alla propria vocazione.

Ci puoi raccontare qualche bell’aneddoto legato al Monastero?
Gli aneddoti più belli sono legati alla fiducia nella Provvidenza che caratterizza l’esperienza cristiana e, in particolare, l’esperienza francescana. Uno riguarda proprio il mio arrivo al Monastero: mi hanno raccontato le sorelle che, poco prima che io arrivassi, una signora aveva portato in dono al Monastero tanta biancheria nuova: asciugamani, lenzuola, pigiami e, persino, coperte e trapunte; così, entrando nella stanza che le sorelle mi avevano destinato, fui accolta da un bel letto tutto preparato con una trapunta nuova di zecca… e mi sono sentita subito a casa!

Ti senti di vivere una vita piena anche se in una situazione di clausura?
Sì, proprio qui dove il Signore mi ha chiamato, faccio esperienza di quella pienezza che cercavo e il cui desiderio mi ha spinto a mettermi in cammino per discernere la mia vocazione.

Cosa ti senti di dire ai giovani di oggi?
Non spegnete i desideri che sono dentro di voi; coltivateli, fateli venire fuori, lottate e rischiate per realizzarli, perché la vostra felicità è la felicità di Dio e Dio gioisce per chi “vende tutto per comprare il campo dove ha trovato un tesoro nascosto”. Non abbiate paura, Dio è con voi!

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