Bartali cittadino onorario di Israele

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Riccardo Benotti

“Trovo significativo che questo accada alla vigilia della partenza del Giro da Gerusalemme e che l’evento nasca d’intesa con la Israel Cycling Academy, la prima squadra professionistica israeliana di ciclismo, che molto in questi anni ha fatto per sensibilizzare il Paese sulla figura di Bartali e sul suo coraggio”. Adam Smulevich, giornalista e addetto stampa dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, commenta la notizia della cittadinanza onoraria di Israele che sarà conferita a Gino Bartali.

Si tratta di un riconoscimento molto raro.
È un fatto decisamente rilevante. Come è stato ricordato anche dallo Yad Vashem, intervenuto attraverso il suo portavoce, è una possibilità che si accompagna a ogni conferimento del titolo di “Giusto”, che viene assegnato dal Memoriale a uomini e donne che aiutarono ebrei perseguitati dal nazifascismo. Ma si tratta di una facoltà che viene esercitata molto raramente.


Bartali è stato dichiarato “Giusto tra le nazioni” nel 2013 per aver contribuito alla salvezza di 800 ebrei durante l’occupazione nazista in Italia. Non è stato solo un ciclista è un campione conosciuto in tutto il mondo, dunque…

No, certamente. Ormai la sua fama, anche per quello che ha fatto lontano dalle corse, è globale. È stato staffetta clandestina sulla tratta Firenze-Assisi. Ma

ha anche ospitato in un appartamento di sua proprietà una famiglia di ebrei fiumani braccati,

i Goldenberg, come è stato possibile svelare nel dicembre del 2010 sul mensile Ucei “Pagine Ebraiche”. Una testimonianza rivelatasi poi decisiva per lo Yad Vashem.

Negli anni ci sono state anche voci che hanno messo in dubbio le gesta del Ginettaccio?
Sì, ma perché ci si è basati soltanto su una parte delle testimonianze emerse che rivelavano, almeno agli inizi, alcuni aspetti discordanti.

Le numerose evidenze emerse negli ultimi anni hanno permesso di raccontare in modo corretto la vicenda nel suo insieme.

È su queste che lo Yad Vashem ha incentrato il proprio riconoscimento.

Che memoria ha lasciato Bartali nella Comunità ebraica italiana?
Una figura quanto mai viva, per impegno e testimonianza. La gratitudine è profonda.

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