A tu per tu con il consigliere Mario Ballatore su porto e movida

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La scorsa settimana l’Amministrazione Comunale ha approvato il piano di comparto per il porto. Grazie a questo provvedimento, l’area che va da via Dandolo a Sud fino a via Pigafetta nella parte Nord, coinvolgendo anche via Vespucci, via Marco Polo e via Vasco da Gama potrebbe trasformarsi nei prossimi anni. Per conoscere meglio le possibilità di sviluppo di questa zona, abbiamo intervistato il Consigliere Comunale Mario Ballatore.

Quando l’Amministrazione Comunale ha deciso di interessarsi a quest’area e quali sono stati gli uffici direttamente coinvolti?

Pochi mesi dopo il nostro insediamento, dopo aver convocato le economie insistenti nella zona nord del porto (nell’ambito di una serie di incontri tenuti con tutte le economie gravitanti nell’area portuale) io , l’assessore Filippo Olivieri ed il consigliere Emidio Del Zompo, abbiamo deciso di riprendere in mano e dare operatività al piano regolatore del porto (approvato nel 2014 ma mai reso operativo). A tal proposito vorrei ringraziare calorosamente gli uffici del settore urbanistica nella figura del dirigente Germano Polidori , Gionni Tiburtini e Massimo Forlini per il solerte lavoro e la preziosa collaborazione e sottolineare con quale entusiasmo da parte loro sia stata accolta la nostra richiesta di rendere operativo il piano regolatore del porto che, è vero fu approvato durante l’amministrazione Gaspari ma è altrettanto vero che da quella data era rimasto in stand-by ed stato reso operativo solo grazie all’assessorato alle attività portuali dell’amministrazione Piunti (si ricorda a tal proposito che abbiamo anche provveduto al riconfinamento dei cantieri nella zona Sud del porto, altra misura prevista dal Piano regolatore del porto).

Cosa cambia nell’area portuale interessata dal provvedimento e quali sono le occasioni di sviluppo per la nostra città?

Con questa manovra è nostra intenzione provvedere ad una diversificazione delle attività nell’ambito portuale che ci consentirà anche di combattere il degrado ambientale ed architettonico che insiste in quella porzione di porto. Le occasioni di sviluppo sono molteplici, si potranno avviare attività di servizi turistici, pubblici esercizi, servizi al cittadino, attività commerciali alimentari e non alimentari. Ovviamente sarà possibile anche insediare o mantenere attività produttive di tipo artigianale, industriale e commerciale legate alla pesca.

Ci sono già privati che hanno manifestato l’intenzione di investire nella zona?

Gli uffici hanno già ricevuto alcune proposte ma vale la pena precisare che chi avrà intenzione di insediare un’attività in questa zona dovrà relazionarsi anche con l’Autorità Portuale. A tal proposito è nostra intenzione convocare un incontro , aperto al pubblico ed alle associazioni di categoria, nel quale i nostri uffici spiegheranno nei dettagli le modalità con cui investire o chiedere i cambi di destinazione.

Cosa accadrà alla movida in città? Si sposterà o si estenderà nell’area portuale?

Come ha già detto il nostro primo cittadino, lo strumento c’è, stiamo creando le condizioni per un insediamento di locali, non obbligheremo nessuno, sarà un riflesso naturale.

Ma in questi giorni monta anche una polemica sul mancato investimento delle risorse europee da parte dell’Amministrazione Comunale. Cosa si sente di rispondere?

Credo che le polemiche dei giorni scorsi sui presunti finanziamenti non presi dal Comune siano state l’ennesimo tentativo di strumentalizzazione da parte di alcuni esponenti della minoranza . Abbiamo già risposto in maniera esaustiva spiegando che si trattava di fondi che servivano a finanziare un intervento che, successivamente all’insediamento dell’autorità portuale a capo del porto, non spettava più al Comune e quindi non si poteva richiedere un finanziamento per un intervento che non era più di nostra competenza.

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