Corea: “c’è il rischio che il conflitto nucleare tra Usa e Kim sia innescato da un errore o da un incidente”

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“La grande paura è che, dalla cosiddetta ‘guerra delle parole’ tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader della Corea del Nord Kim Jong-un, poco alla volta, si passi alla guerra nucleare”. Lo scrive padre Giovanni Sale nel primo numero degli “Accènti” de “La Civiltà Cattolica”, riflettendo su “Corea del Nord e crisi del nucleare”. “Ambedue i contendenti negli ultimi tempi hanno fatto mostra della loro forza: da un lato, la Corea del Nord ha aumentato il numero dei lanci missilistici e dei test nucleari, sempre più potenti; dall’altro, gli Stati Uniti hanno inviato nel Pacifico diverse unità aeronavali – aggiunge il gesuita –. Ciò ha fatto aumentare ulteriormente la tensione”. Il rischio indicato è che “un conflitto nucleare potrebbe essere innescato sia da un’errata valutazione dei fatti sia da un incidente dovuto a un errore umano”. Un ruolo fondamentale nella crisi in atto, secondo padre Sale, è quello della Cina. “Da parte statunitense ci si aspetta che sia la Cina, alleata storica della Corea del Nord, a risolverla e, in un modo o nell’altro, a costringere Kim a interrompere gli esperimenti nucleari”, spiega lo scrittore de La Civiltà Cattolica. Ma “la Cina sa bene che mantenere un’ambiguità strategica su tale questione spingerà gli Stati Uniti a non attivare alcun attacco preventivo nei confronti del nemico e a privilegiare così la via dei negoziati”. Una sola la via per “uscire dalla grave situazione che tiene in mondo con il fato sospeso per la paura di una possibile, seppure limitata, guerra nucleare”: è necessario che “le due potenze si siedano al tavolo delle trattative, come Pyongyang chiede dagli anni Settanta, in modo da cercare una soluzione diplomatica accettabile per entrambe le parti”.

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