Torna la campagna Cei dell’8xmille

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Riccardo Benotti

Siracusa, Terlizzi, Cosenza, Amatrice, Mantova, Massa, Vicenza. E poi Terra Santa e Senegal. Sono i nove interventi realizzati grazie ai fondi dell’8xmille che sono stati scelti, tra le migliaia sostenuti in questi anni dalla Cei, per la nuova campagna di comunicazione “Chiedilo a loro” che partirà il 15 aprile. “In tutta Italia sacerdoti e progetti ecclesiali restituiscono ai giovani spazi, fiducia e formazione, dai doposcuola di qualità all’avviamento professionale. Aiutano concretamente le famiglie, gli anziani e soccorrono i più fragili con migliaia di progetti diocesani”, spiega Matteo Calabresi, responsabile del Servizio promozione Cei per il sostegno economico alla Chiesa, che precisa: “Siamo impegnati a rendicontare l’utilizzo dei fondi che ogni anno i contribuenti italiani destinano liberamente alla Chiesa cattolica”. La campagna, per la regia di Stefano Palombi, con la fotografia di Francesco Zizola e il tema musicale tratto da “The Time of Times” di Badly Drown Boy, sarà disponibile anche quest’anno su tv e web (con gli spot da 30” e da 15”), radio, stampa e affissione. I video resteranno on line sul sito www.8xmille.it, dove è consultabile anche la rendicontazione attuale e storica, oltre alla geo-localizzazione per diocesi, regione e comune della destinazione dei fondi in Italia e nel Terzo mondo.

Voci dal sud e dall’Italia ferita dal terremoto. Un fondo per gli studi dei figli destinato a famiglie a basso reddito, con doposcuola e laboratori. Nasce così a Siracusa il progetto della Caritas “Ci interessiamo a te”. Quando necessario, i giovani vengono sostenuti anche per tasse scolastiche, acquisto di libri e materiali, spese per trasporti e mense, fino all’orientamento per chi si iscrive all’università. Il piano globale, reso possibile da decine di operatori e volontari e sostenuto dall’8xmille con 40mila euro, è mirato all’ascolto e al supporto familiare. Il responsabile don Marco Tarascio è parroco di San Metodio, nel quartiere di frontiera Akradina, zona nord di Siracusa dove fino al 2006 mancava la chiesa e la messa veniva celebrata in un vagone donato dalle Ferrovie dello Stato.

“Casa Santa Luisa” è l’erede di un impegno ventennale della Caritas di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi per i minori. Il presidio per bambini a rischio marginalità è aperto nella centrale corso Vittorio Emanuele. Gli operatori prevengono, con opportunità educative, devianza e difficoltà familiari, per “far brillare la dignità dei poveri”, come chiedeva il loro profetico vescovo ispiratore don Tonino Bello. A Terlizzi, 27mila abitanti nella cintura metropolitana di Bari, il presidio forma educatori, insegnanti, catechisti. Perché l’emergenza educativa dilaga. E qui per i giovanissimi i compiti diventano un gioco, la cultura un ricostituente. “Dall’uscita da scuola all’ora di cena – spiega Edgardo Bisceglia, avvocato e coordinatore della Casa – combattiamo lo svantaggio sociale” con fondi diocesani, privati e l’8xmille, intervenuto con 300mila euro triennali.

Pasti caldi per 50 persone, con docce, abiti, lavanderia, assistenza legale, ambulatorio e centro ascolto. Da febbraio 2016 i poveri sono di casa in un’ala dell’arcivescovado di Cosenza. Con 50mila euro dall’8xmille, l’opera per mette di fornire oltre 6 mila pasti caldi in un anno, 200 visite mediche, 60 volontari accanto alle suore Missionarie francescane dei poveri. E con le unità di strada della Caritas, guidata da don Bruno Di Domenico, che di notte raggiungono chi dorme in auto o all’aperto.

Ad Amatrice, simbolo del vasto cratere colpito dal sisma 2016 in Centro Italia, la Caritas si è fatta motore e sintesi della solidarietà (oltre 26 milioni di euro raccolti), con gemellaggi oltre l’emergenza. L’8xmille ha assicurato un milione di euro. Aprire uffici Caritas distaccati ad Amatrice è servito a intervenire su necessità verificate, anche nelle piccole frazioni. Dalla prima accoglienza per coppie con figli e anziani ai Centri di Comunità polivalenti in tutte le diocesi (Rieti e 6 nelle Marche), con spazi multiuso, mensa e posti letto per gli sfollati in attesa d’assegnazione delle casette, area giochi per i bambini.

Anche al nord c’è bisogno di aiuto. Una casa di seconda accoglienza per donne che hanno subito il trauma degli abusi e della fuga, con i figli minori per mano. Italiane e immigrate, ribellatesi all’aggressione di un marito o di un clan. “In 18 mesi – spiega il direttore della Caritas di Mantova Giordano Cavallari – l’intervento è profilato su ognuna. Casa San Vincenzo, aperta nel 2009, rientra nel nostro progetto d’accoglienza C.A.S.E., diffuso sul territorio. Le mura sono dono di benefattori o case canoniche in disuso”. La ristrutturazione del palazzo storico di Guidizzolo, firmata anche dai fedeli italiani con 300mila euro, ha fatto spazio a mini-appartamenti e ad un asilo a lungo-orario per dar modo alle giovani di cercarsi un impiego.

Nuovi spazi per una delle chiese più antiche di Massa, detta familiarmente Madonna del Monte. Consacrata nel 1599, al suo interno conserva un affresco trecentesco della Vergine in Maestà dai tratti giotteschi. Sotto il suo sguardo sono passati oltre 700 anni di storia della città. Ma oltre la chiesa, per la comunità di 1.450 abitanti, stretta dal vicino ospedale civile, gli spazi erano pochi. I giovani non avevano che la piazzetta antistante per ritrovarsi, all’interno mancavano anche i bagni. Con 560mila euro provenienti dall’8xmille, che hanno affiancato il mutuo da 130mila euro acceso dai parrocchiani, è stato possibile ricavare nuove sale.

Padri separati, pensionati, anziani che per aiutare i figli non sono più riusciti a pagare l’affitto, licenziati dopo anni di lavoro, famiglie in emergenza abitativa temporanea, giovani precari. Sono i destinatari dell’azione diocesana e di alloggi a medio termine da cui ripartire, raggiunti attraverso la rete di 112 centri ascolto Caritas a Vicenza. Anche grazie all’8xmille trovano accoglienza nell’antico convento francescano di Santa Lucia a Vicenza, ristrutturato e oggi crocevia di co-housing sociale, monolocali o appartamenti attrezzati, per sei mesi, con una piccola partecipazione alle spese per acqua, gas e luce.

Oltre i confini dell’Italia. A Kaolack, 190 chilometri a sud-est della capitale del Senegal, l’istruzione è ancora una sfida. Ha ricevuto fondi 8xmille per 105mila euro la scuola materna ed elementare delle Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore: 500 scolari in una delle regioni più popolate del Paese. Una risorsa per il Senegal, dove le materne sono rare e la scuola primaria è frequentata solo da 3 bambini su 4.

Per gli anziani della Terra Santa, ma per loro non esiste welfare, né sistema pensionistico, né assistenza medica pubblica. L’unica opera che li sostiene è quella dei frati francescani di Betlemme. “Sono i più vulnerabili, bisognosi di cure e medicine, ma del tutto a carico delle famiglie, molte delle quali in ginocchio per la disoccupazione. Di fronte ai numerosi casi di abbandono siamo intervenuti”, racconta Vincenzo Bellomo della Società Antoniana. Quanto ai bambini di Betlemme, per loro è stato ricostruito il parco giochi del centro parrocchiale, collegato a borse di studio, corsi di informatica, doposcuola, integrazione dei minori con difficoltà di apprendimento, prevenzione della violenza domestica, così come con gli interventi per il rafforzamento delle donne.

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