Gabrielli al Papa, la “minaccia” terroristica non è “passata”, “è incombente”

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“La nostra storia è fatta di momenti difficili: la differenza la fa il comportamento di ciascuno di noi”. Lo ha detto il capo della polizia, Franco Gabrielli, salutando il Papa ai dirigenti e al personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, ricevuti oggi in udienza nella Sala Clementina. “Le rinnoviamo tutta la nostra dedizione”, ha detto Gabrielli al Papa a nome degli uomini e delle donne “che per disposizioni normative, ma anche per intimo convincimento concorrono alla sua sicurezza: alla sicurezza della Sede Santa, della sua persona, e attraverso di lei della straordinaria città di Roma, simbolo della cristianità, che troppo spesso nella propaganda terrorista, nella propaganda jihadista viene portata a simbolo da colpire”. “Questi tempi trascorsi non ci convincono della ineluttabilità degli eventi, del fatto che la minaccia sia passata”, il bilancio di Gabrielli: “No, la minaccia è incombente, ma gli uomini e le donne della polizia sapranno fare argine a tutto quanto di male è intorno a noi”.

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