Diocesi, festa del ringraziamento del Rinnovamento nello Spirito con il Vescovo Carlo Bresciani

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DIOCESI – «La Chiesa ha bisogno della sua perenne Pentecoste; ha bisogno di fuoco nel cuore, di parola sulle labbra, di profezia nello sguardo» (Paolo VI). Lo Spirito Santo. Roveto ardente (Es 3,2-6) nella Chiesa. Colonna di fuoco (Es 13,21) nel mondo.

Questo è il tema della prossima Festa del Ringraziamento – Convocazione Diocesana dei Gruppi del Rinnovamento nello Spirito Santo, che si terrà domenica 11 marzo c.a. al Centro Biancazzurro in San Benedetto del Tronto.

Sarà il canto della gratitudine per le nostre sorelle e per i nostri fratelli, che hanno contribuito a fare bella ed affascinante la nostra storia con la testimonianza della loro fedeltà a Gesù Signore.

Sarà il canto del ringraziamento a Cristo, Pastore e Maestro, per il dono che, nella persona del nostro Vescovo Carlo, ha fatto alla nostra amata Chiesa diocesana. Insieme a Lui, celebreremo degnamente questa nostra Festa e racconteremo «quello che Dio ha fatto per noi» (cfr. Lc 8,39), l’azione multiforme ed incessante dello Spirito Santo, che ha dato un nuovo gusto ed una nuova direzione alla nostra vita.

Un tempo privilegiato, per ricordare «i diversi carismi, ministeri e attività» (cfr. 1Cor 12) elargiti dal Dio Uno e Trino e per continuare «a desiderare intensamente i carismi più grandi» (cfr. 1Cor 14,1). Un tempo di grazia, nel quale vogliamo che «ogni membro del corpo sia onorato e tutte le membra gioiscano per lui» (cfr. 1Cor 12), e nel quale ci impegneremo a moltiplicare il «frutto degno della conversione» (cfr. Mt 3,8) dinanzi ai nostri peccati, alle nostre lentezze, alle nostre omissioni.

Un importante “evento ecclesiale” di preghiera e di evangelizzazione, di lode e di ringraziamento, che vivremo con gioia insieme al nostro Vescovo Carlo, che detterà la relazione sul tema della Festa. Un “kairòs” che ancòra quest’anno attende noi e molti altri: i “lontani”, gli amici, i familiari, le persone povere e sofferenti che devono essere oggetto delle nostre premure.

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