Una delegazione di infermieri di San Benedetto da Papa Francesco

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“La tenerezza è la ‘chiave’ per capire l’ammalato. Con la durezza non si capisce l’ammalato. La tenerezza è la chiave per capirlo, ed è anche una medicina preziosa per la sua guarigione. E la tenerezza passa dal cuore alle mani, passa attraverso un ‘toccare’ le ferite pieno di rispetto e di amore”. Per questo, “non dimenticatevi della ‘medicina delle carezze’”. È l’invito rivolto sabato mattina da Papa Francesco ai membri della Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi) ricevuti in udienza nell’Aula Paolo VI. Rivolgendosi ai 6.500 infermieri presenti, tra cui una delegazione della nostra diocesi di San Benedetto del Tronto, il Papa ha ricordato che “per la Chiesa, i malati sono persone nelle quali in modo speciale è presente Gesù”. E, facendo riferimento alla guarigione del lebbroso compiuta da Gesù toccandolo, Papa Francesco ha rilevato che “stando con i malati ed esercitando la vostra professione, voi stessi toccate i malati e, più di ogni altro, vi prendete cura del loro corpo”. “Quando lo fate – l’esortazione – ricordate come Gesù toccò il lebbroso: in maniera non distratta, indifferente o infastidita, ma attenta e amorevole, che lo fece sentire rispettato e accudito. Facendo così, il contatto che si stabilisce con i pazienti porta loro come un riverbero della vicinanza di Dio Padre, della sua tenerezza per ognuno dei suoi figli”. “Non stancatevi mai di stare vicini alle persone con questo stile umano e fraterno, trovando sempre la motivazione e la spinta per svolgere il vostro compito”, l’appello del Papa. “Siate anche attenti, però, a non spendervi fino quasi a consumarvi, come accade se si è coinvolti nel rapporto coi pazienti al punto da farsi assorbire, vivendo in prima persona tutto ciò che accade loro”. “Quello che svolgete – ha aggiunto – è un lavoro usurante, oltre che esposto a rischi, e un eccessivo coinvolgimento, unito alla durezza delle mansioni e dei turni, potrebbero farvi perdere la freschezza e la serenità che vi sono necessarie. State attenti!”. Francesco ha anche sottolineato come un “elemento che rende gravoso e talora insostenibile lo svolgimento della vostra professione” sia “la carenza di personale, che non può giovare a migliorare i servizi offerti, e che un’amministrazione saggia non può intendere in alcun modo come una fonte di risparmio”.

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