Spagna: videomessaggio di Puigdemont promette “un’offensiva politica e giuridica internazionale”

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“Madrid ha dichiarato una political warfare alla Catalogna. Noi risponderemo con armi diverse, più aggiornate”. “Le iniziative del governo spagnolo sono state per noi niente altro che una battaglia laterale”. Ma noi “espanderemo il nostro campo di battaglia e sceglieremo le nostre armi; nel fare questo, invitiamo i nostri alleati internazionali di venirci in aiuto”. Sono alcune delle frasi pronunciate da Carles Puigdemont, in un video di poco più di due minuti lanciato su youtube in inglese, accanto a quello in catalano, più lungo, oggi ripreso su tanta stampa in cui per altro Puigdemont non lesina termini guerrafondai come “attacco” (di Madrid) e la difesa (della Catalogna), l’esortazione a “non arrendersi”, nonostante le violazioni compiute e le pressioni che ora continuano con “risorse enormi economiche e mediatiche ora in campo per condurre i catalani in un cammino di rassegnazione e di resa”. In catalano, ma non in inglese, Puigdemont ratifica la sua “ferma volontà di mantenere la legittimità della Repubblica catalana” votata il 1° ottobre dai cittadini e ratificata dal Parlamento il 27 ottobre e annuncia una riunione di alto livello con alcuni parlamentari per preparare “una nuova tappa del cammino verso l’indipendenza effettiva” e per definire un “Consiglio della Repubblica” che in stretta collaborazione con il governo e la società catalana dovrà “terminare il processo costituente”.
Il Consiglio, spiega ancora Puigdemont, “organizzerà la difesa dei nostri diritti e l’internazionalizzazione del caso catalano” perché con un processo di “mediazione e negoziazione internazionale sia possibile far rispettare il diritto che lo Stato spagnolo ci nega reiteratamente e con violenza”. Puigdemont promette “un’offensiva politica e giuridica internazionale”. In entrambi i video il leader dà notizia del fatto che i suoi avvocati hanno presentato un ricorso al Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite contro la Spagna per aver violato nei suoi confronti le regole internazionali sui diritti umani e sui diritti politici e civili. Nel video in inglese Puigdemont accusa la Spagna di violare tali diritti “su vasta scala”, ma non fa alcun riferimento al fatto che, “in modo provvisorio”, non presenterà “la propria candidatura a presidente della Generalitat” in modo che si avviino le consultazioni tra i gruppi parlamentari per identificare i candidati, né al fatto che il candidato di Junts per Catalunia è Jordi Sànchez, “il numero due della nostra lista”, “ingiustamente prigioniero in una prigione spagnola”. Madrid, che ha abbandonato “stato di diritto e giustizia”, “per difendere l’unità della Patria” non “imporrà una visione colonialista sul nostro futuro”. Entrambi i video si concludono con l’espressione della “fiducia nel fatto che vinceremo alla fine e che un giorno, spero presto, potrò tornare in Catalogna come uomo libero”.

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