Cinema Margherita, i nuovi film della settimana

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1prosegue nella sua programmazione: l’iniziativa unisce in un unico progetto il Cinema Margherita di Cupra Marittima e il Cine-Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto.
La programmazione è curata dal Cinema Margherita di Cupra Marittima, con il patrocinio del comune di San Benedetto del Tronto.

Cinema Margherita
A CASA TUTTI BENE di Gabriele Muccino
giovedì 1° marzo ore 21,15
venerdì 2 chiuso per stagione teatrale
sabato 3 marzo ore 18,30-21,15
domenica 4 marzo ore 18,15-21,15
lunedì 5 marzo ore 21,15

BELLE & SEBASTIEN 3 di Clovis Cornillac*
sabato 3 marzo ore 17,00
domenica 4 marzo ore 16,30
*ingresso a 5 € per tutti

Martedì d’Essai
120 BATTITI AL MINUTO di Robin Campillo
martedì 6 marzo ore 19,00-21,15
ingresso unico 5€

Cine-Teatro Concordia
FIGLIA MIA di Laura Bispuri – In Concorso a Berlino 2018
venerdì 2 marzo ore 19,00-21,15
sabato 3 marzo ore 19,00-21,15
domenica 4 marzo ore 19,00-21,15

I PRIMITIVI di Nick Park*
sabato 3 marzo ore 17,30
domenica 4 marzo ore 17,30
*ingresso 5€

Prossimamente: Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson

Per gli appuntamenti con il Cinema d’Essai, martedì 6 marzo sarà proiettato 120 battiti al minuto di Robin Campillo. Il film ha partecipato al Festival di Cannes 2017, al Festival di Toronto 2017 ed è stato selezionato per rappresentare la Francia ai Premi Oscar 2018.
ingresso unico 5€

A casa tutti bene: Pietro e Alba festeggiano cinquant’anni d’amore. Dal loro matrimonio sono nati Carlo, Sara e Paolo, imbarcati con coniuge, prole, zie e cugine per un’isola del Sud. In quel luogo ameno, in cui Pietro e Alba hanno speso il loro tempo più bello, si riunisce una famiglia sull’orlo di una crisi di nervi. Carlo, separato da Elettra, è vessato da Ginevra, la nuova e insopportabile consorte, Sara, sposata con Diego, cerca di recuperare un matrimonio alla deriva, Paolo, cacciato dalla moglie e disprezzato dal figlio a causa di un tradimento, gira a vuoto e finisce a letto con la cugina. E poi c’è Riccardo che aspetta un figlio da Luana ed elemosina una (seconda) chance allo zio Pietro, Elettra che prova a fare fronte alla gelosia di Ginevra e Isabella, moglie annoiata di un marito troppo lontano che tradisce con Paolo. Il mare grosso e un temporale improvviso, impediscono le partenze dei traghetti e costringono gli invitati a prolungare soggiorno, convivenza e agonia. Satelliti nevrotici intorno agli ‘sposi’ provano a passare una nottata che non passa e non passerà. (www.mymovies.it)

“Lo sguardo dell’autore va e viene, fugge e ritorna, tradisce e si pente alla maniera dei suoi protagonisti e coerente con quel nomadismo sentimentale che è da sempre la sua cifra e che da sempre li riguarda. Ma poi qualcosa accade, qualcosa di inaspettato e inaspettatamente sorprendente. Quella che sembrava l’ultima ed ennesima versione della sindrome di Peter Pan infila la deriva e traghetta le sue anime oltre la linea d’ombra. A questo giro di giostra i baci sono amari e conducono all’appuntamento con le scelte irreversibili della vita. A questo giro, ancora, non ci sono effetti di campo o di copione a blandire, soccorrere e assolvere i personaggi. Condotti al loro punto di rottura, con modalità diverse e appropriate al registro degli attori in campo, i protagonisti dovranno (finalmente) fare delle scelte, confrontarsi (senza sconti) con la propria narcisistica immaturità. Niente famiglie ricompattate al capezzale di un padre malato (Ricordati di me) o di un figlio in arrivo (L’ultimo bacio).” (Marzia Gandolfi – mymovies.it)

Belle & Sebastien 3: Siamo nel 1948. Sebastien ha dodici e lui e Belle sono inseparabili. Ora la famiglia è cresciuta perché sono nati tre splendidi cuccioli. Intanto il colpo di fulmine tra suo padre Pierre e Angelina è diventato un matrimonio che, come Sebastien, viene a scoprire, potrebbe cambiare profondamente la sua vita. I neo sposi intendono trasferirsi in Canada portandolo con sé. Nel corso della loro assenza per la luna di miele si presenta nel paese un uomo dall’aspetto e dai modi minacciosi che pretende di essere il padrone di Belle e che la vuole riavere insieme ai suoi pregiati cuccioli. (www.trovacinema.it)

“Dopo l’attenzione posta da Christian Duguay sul tema del ritrovato rapporto padre-figlio sono di nuovo gli splendidi paesaggi alpini innevati e la relazione Sebastien-Belle a riconquistare il centro dello schermo. Sebastien è cresciuto e ha accettato l’amore tra suo padre Pierre e Angelina (a cui chiede però di non doverla chiamare mamma). Ciò che non accetta è di essere sradicato da quei luoghi che lo hanno visto nascere e dalla figura di colui che è diventato a tutti gli effetti suo nonno. Mentre deve elaborare questo profondo disagio si trova impegnato a impedire un altro sradicamento: quello di Belle. Clovis Cornillac tratteggia un cattivo da fiaba attribuendogli un’elevata dose di perfidia a cui aggiunge, per il pubblico degli adulti, delle annotazioni legate alla seconda guerra mondiale e agli anni immediatamente successivi.
La sua temibile presenza che incuterà qualche timore di tipo disneyano nei più piccoli (fa paura quanto Malefica) viene bilanciata dalla presenza comica del sindaco del paese e dalla comparsa di una maestra nella fase finale del film. La moltiplicazione delle presenze canine è funzionale all’incremento delle difficoltà nel momento in cui madre e cuccioli vanno sottratti alla minaccia incombente. C’è poi qui, quasi a bilanciare lo spazio dato alla figura paterna nel secondo film, un riemergere della mamma di Sebastien a cui si assocerà anche un’altra e inattesa ‘mamma’.” (Giancarlo Zappoli – Mymovies.it)

Figlia mia: Sardegna. La piccola Vittoria (10 anni) ha una stretta relazione con sua madre Tina. In una casa in degrado fuori dal paese vive Angelica che è spesso ubriaca e cerca affetto tra le braccia di uomini che sono solo interessati al sesso. Angelica è la madre naturale di Vittoria e, nel momento in cui viene sfrattata, Tina spera di liberarsi in modo definitivo della sua presenza. Perché il rischio che riveli la propria maternità alla bambina è sempre in agguato. Ancora di più quando Vittoria e Angelica iniziano ad avvicinarsi. (www.trovacinema.it)

“Bispuri accompagna le sue tre eccellenti protagoniste alla ricerca di se stesse utlizzando anche piani sequenza in cui il loro ‘perdersi’ è accompagnato da una colonna sonora tanto invadente quanto pronta a infrangersi per lasciare posto ad altro. È la sintesi dinamica di questo film in cui l’alternarsi di scoperte e smarrimenti si scontra con le urgenze del vivere. Un vivere che deve confrontarsi con una natura che, come una madre, può essere benevola o difficile da affrontare e compiacere. Come quando Vittoria sente il bisogno di pronunciare la parola ‘mamma’ senza sapere che quel sostantivo farà al contempo del bene e del male, promuovendo il riemergere di tensioni solo apparentemente sopite, sepolte sotto terra come un possibile tesoro in una necropoli sperduta nella selvaggia natura di un’isola carica di mistero. Un mistero come è, in qualsiasi società e in qualsiasi condizione, ancora oggi quello della maternità.” (Giancarlo Zappoli – Mymovies.it)

I Primitivi: Il giovane cavernicolo Dug vive nella foresta in armonia con la sua tribù, ancorata allo stile di vita elementare dell’Età della pietra, finché un gruppo di guerrieri già entrati pienamente nell’Età del bronzo caccia tutti i (relativamente più) primitivi nelle aride Badlands, sottraendo loro le terre più fertili. Ma Dug non si rassegna e si infiltra nel territorio del nemico, dove apprenderà che il gioco preferito nell’Età del bronzo è…. il calcio. (www.trovacinema.it)

“La regia è come sempre assai movimentata, non solo perché deve confluire in un match calcistico di grande tensione narrativa, ma anche perché mette in discussione alcune convenzioni cinematografiche: un esempio per tutti è la presentazione della Papera gigante, che inizialmente appare di dimensioni normali e poi, grazie ad un ribaltamento di prospettiva, rivela (a noi e ai protagonisti della storia) tutta la sua enormità. La partita finale poi fa riferimento ironico a tutti i topos del “gioco nobile” calcio, dal fallo simulato all’arbitro venduto fino alla “moviola” truccata.” (Paola Casella – Mymovies.it)

Per la stagione 2017-2018 il CinemalCentro propone la Tessera Acec Marche. La tessera costa € 5, permette di avere 5 ingressi ridotti, più uno in omaggio, ed è utilizzabile in tutte le Sale Acec Marche.

Ingressi: € 6,50 interi, € 5,00 ridotti
Ingresso universitari: € 4,00

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