Vescovo Carlo Bresciani: “il cuore è ciò che si vede con più difficoltà ma che muove tutto”

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DIOCESI – Nel video le parole che il Vescovo Carlo Bresciani ha rivolto in occasione della liturgia del Mercoledì delle Ceneri, ai sacerdoti della diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto.

Nel pomeriggio presso la Basilica Cattedrale di Santa Maria della Marina si è tenuta la Concelebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo Carlo Bresciani, nell’apertura del sacro tempo della Quaresima con il mercoledì delle Ceneri.
Il Vescovo durante l’omelia ha sottolineato dei punti che il cristiano è chiamato a coltivare nel suo cammino di fede, invitato alla conversione.
Nell’omelia riprendendo le parole della Scrittura, iniziando dalla prima lettura dal Libro del profeta Gioele: “Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti”, commentando così la Parola di Dio: “Il profeta ci vuole dire qual è il nostro atteggiamento di fronte a Dio, quell’atteggiamento che dobbiamo sempre coltivare e approfondire” – ancora prosegue sulle parole del profeta “Laceratevi il cuore e non le vesti”.

Il Vescovo commentando ha affermato: “Il vestito è ciò che di più esteriore noi abbiamo, ciò che si vede più immediatamente, il cuore invece è ciò che si vede con più difficoltà ma che muove tutto: è il cuore che muove le mani, è il cuore che muove la voce, è il cuore che muove il cervello. E quando si ferma il cuore, il cuore è piatto, noi siamo morti e allora che cosa vuol dire? Non certo di distruggere il cuore ma vuol dire che non sono tanto le cose esterne che contano, il vestito è esterno, cosa conta un vestito firmato se il cuore è putrido e fetido? Quindi vuol dire di spaccare la corazza del vostro cuore, quella insensibilità che non vi permette di capirvi a vicenda che vi rende duri con le persone e con Dio. Questa è la prima conversione, fino a quando il cuore non è cambiato noi ci illudiamo di fare qualcosa…se il nostro cuore non cambia anche le nostre preghiere non servono a niente, ed è vero, che cosa mi serve venire il Chiesa a pregare se il mio cuore è come quello del fariseo, vi ricordate il fariseo al tempio, che ha il cuore duro e corazzato, un cuore che disprezza l’alto”.
Il secondo atteggiamento nel nostro cammino di fede invece ci viene dall’insegnamento dall’apostolo Paolo, che scrive alla popolazione di Corinto e ancora a noi oggi, il vescovo riprende un versetto chiave della seconda lettura: “Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” – commentando ancora: “Il momento favorevole è questo, non un altro, vuol dire che non dobbiamo rimandare a domani ma sapere cogliere quel Signore che mi si presenta giorno per giorno, nel volto del fratello, giorno per giorno mi si presenta il momento favorevole della salvezza, non dobbiamo pensare a Gesù come qualcosa del passato ma oggi è il momento favorevole. Allora il Signore ci dice: non scappate, cogliete oggi, adesso che la grazia dello Spirito Santo ci sollecita e il Signore ci dà. San Paolo ci esorta a vivere in pienezza il tempo che ci è dato, immergendoci con gli occhi di Dio in questa realtà”. – “Il progresso della società non è dato che consumiamo di più ma che ci amiamo di più”.
Il terzo e ultimo punto viene dall’evangelista Matteo: “l’evangelista Matteo ci fa alcuni esempi, non sono un invito a nasconderci, Gesù non ha mai detto che il cristiano deve nascondersi, dice che non dobbiamo ostentare, infatti il vangelo ci dice: State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro. Che cosa ci importa, le chiacchiere della gente? No, certo che dobbiamo praticare la giustizia, certo che dobbiamo pregare, ma non ostentiamo e non assumiamo uno spirito farisaico cioè ipocrita”. Il presule ancora prosegue: “È questo che Gesù ci dice e invita a quella discrezione…entra nella tua camera, la tua sinistra non sappia ciò che fa la tua destra, ma siate veri! Veri non perfetti, ma veri perché il cammino che cerchiamo di fare è vissuto in verità”.

Ascolta l’omelia integrale del Vescovo Carlo Bresciani

 

 

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