San Benedetto, il Rosetti di nuovo in Europa con Erasmus

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Secondo programma Erasmus + di scambi tra scuole con mobilità di studenti e docenti per il Liceo Scientifico Rosetti. Terminato a ridosso dell’estate il primo progetto dal titolo “Math around us”, l’istituto sambenedettese torna in Europa, in rappresentanza dell’Italia, con Ungheria, Portogallo, Danimarca, Croazia, Romania per sviluppare il percorso “Our common European tale” (Il nostro comune racconto europeo).

Protagonisti della prima tappa del programma gli studenti Davide Dell’Ernia (III S) e Michela Mattioli (III D) ed i docenti Anna Nardecchia (coordinatrice del progetto) e Giancarlo Brandimarti, che dal 5 all’11 novembre scorsi hanno avuto modo di soggiornare a Budapest, ospite la scuola capofila del progetto, l’istituto Petrik Lajos Vocational School. Intenso il calendario degli appuntamenti e delle attività durante le quali l’intero gruppo ha lavorato, sempre in lingua inglese, per tracciare la strada che porterà allo scopo finale del programma: individuare, sulla base della tradizione di ciascun paese, gli elementi caratterizzanti ma al contempo comuni della narrazione popolare europea. Strumento privilegiato quindi il racconto, declinato nelle forme della fiaba, della favola, della novella, che mette in luce le analogie tra le diverse culture, a partire dalla tradizione orale più antica sviluppata anche da significative voci della cultura classica, da Esopo a Fedro.

Durante la settimana i ragazzi, che sono stati ospitati nelle famiglie, ed i docenti di tutti i paesi hanno concretizzato le indicazioni che, già prima di partire, avevano ricevuto dai colleghi ungheresi: sulla base del materiale relativo alla narrazione di tipo favolistico (con protagonisti animali), il gruppo ha realizzato lo spettacolo Hungry like a wolf, al cui interno ogni studente aveva un proprio ruolo. E per realizzarlo al meglio la scuola ungherese ha proposto anche un breve seminario a tema culturale ed antropologico sulle radici del racconto popolare in Europa, la visita di Budapest e di un caratteristico villaggio rurale (Holloko), interamente preservato e dichiarato patrimonio Unesco.

Un lavoro articolato e complesso che presuppone, in ciascuna mobilità (ogni paese, infatti, accoglierà a turno tutti gli altri), la conoscenza delle tradizioni della nazione ospitante e le caratteristiche peculiari della sua narrazione popolare di tipo scritto ed orale. Su questa linea, quindi, stanno già lavorando da tempo anche gli studenti ed i docenti coinvolti nella prossima mobilità, programmata dal 26 febbraio al 3 marzo in Portogallo. In questo caso il gruppo di lavoro (coinvolti i ragazzi selezionati, docenti di inglese, italiano e storia e filosofia) ha già prodotto un questionario incentrato sul ruolo e la funzione degli animali nella tradizione narrativa, anche letteraria, italiana e si accinge a studiare il materiale relativo al Portogallo.

Nel frattempo materiali raccolti ed attività svolte, oltre alla finalità generali di questo secondo programma Erasmus + possono essere fruiti sul sito http://www.our-common-european-tale.com, al cui interno compare anche il video dello spettacolo realizzato in Ungheria. Tra gli obiettivi delle mobilità Erasmus +, infatti, c’è anche quello della condivisione e disseminazione delle attività svolte nelle singole sedi scolastiche ed in quella ospitante.

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