Papa Francesco: a Santa Marta, “il disprezzo per il più debole è opera di Satana”

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“Aggredire il debole” è “opera del diavolo”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata a Casa Santa Marta. Secondo quanto riferisce Vatican News, il Papa ha scelto di commentare la prima Lettura della liturgia per parlare di come l’uomo sia capace di “prendersi beffa e disprezzare il più debole”. Anche in diverse pagine della Bibbia, citate dal Papa, questo accade. “Cosa c’è dentro di noi, che ci porta a disprezzare, a maltrattare, a farci beffa dei più deboli?”, ha domandato Francesco. “Si capisce che uno se la prenda con uno che è più forte: può essere l’invidia che ti porta… Ma i più deboli? Cosa c’è dentro che ci porta? È una cosa che è abituale – ha osservato – come se io avessi bisogno di disprezzare l’altro per sentirmi sicuro. Come una necessità”. E, facendo riferimento ad un ricordo della sua infanzia, il Papa ha rilevato: “Quanta malvagità anche nei bambini!” nel “prendersela con il più debole!”. “Oggi lo vediamo continuamente, nelle scuole, con il fenomeno del bullismo”, ha proseguito, spiegando come anche tra bambini e ragazzi si arrivi ad “aggredire il debole, perché tu sei grasso o perché tu sei così o tu sei straniero o perché tu sei nero”. “Questo – ha notato – significa che c’è qualcosa dentro di noi che ci porta a questo. All’aggressione del debole. E credo che sia una delle tracce del peccato originale”. “Questa è opera di Satana”, ha aggiunto, perché in Satana non c’è compassione. Per il Papa, “così come quando abbiamo un buon desiderio di fare un’opera buona, un’opera di carità, diciamo ‘è lo Spirito Santo che mi ispira a fare questo’, quando ci accorgiamo che abbiamo dentro di noi questo desiderio di aggredire quello perché è debole, non dubitiamo: c’è il diavolo, lì. Perché questa è opera del diavolo, aggredire il debole”. “Chiediamo al Signore – ha concluso Francesco – che ci dia la grazia della compassione: quella è di Dio”, Lui che “ha compassione di noi e ci aiuta a camminare”.

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