Un giovane affetto da Sla chiede a Claudio Baglioni di portarlo al Festival di Sanremo

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Paolo Bustaffa

Per strada un lettino, per orizzonte la musica.
Potrebbe sembrare un po’ strano iniziare un percorso di pensieri impregnati di cronaca con queste due immagini che si affiancano e si parlano.
La storia di Andrea Turu, 30 anni, di Ales in Sardegna, dj e musicista, colpito dalla Sla, dice che non è poi così strano.
Nei giorni scorsi molti giornali hanno pubblicato, trasformandola in titolo, una richiesta di Andrea: “Baglioni, portami al Festival di Sanremo. Voglio suonare la mia musica della speranza”.
Andrea è da alcuni anni immobile su un lettino: non può muoversi e neppure parlare.
Non ha però smesso di sognare perché riesce a comunicare e comporre musica grazie a un sofisticato strumento tecnologico, un sintetizzatore, che lui governa con il movimento delle pupille.
Al Festival di Sanremo non intende andare per una propria visibilità mediatica ma per “mostrare al mondo dorato dello spettacolo quello che la musica può fare per aiutare una persona con le mie difficoltà”.
Per strada un lettino, per orizzonte la musica.
Può essere troppo definire strada un lettino? Forse no, perché la strada non è solo un tracciato tra i più diversi paesaggi. La strada è il luogo dove l’uomo vive e condivide le sue fatiche, le sue delusioni, le sue gioie, le sue speranze. È il luogo dove l’anima dell’uomo cammina.
Da questo luogo Andrea Turu dice, nella sua canzone “My window on the Music”, che: “La vita è vita, scegli tu cosa farne”. E aggiunge subito che “la forza del tuo essere non è la forza del tuo corpo”.
Pensieri che lasciano intravvedere orizzonti che nessun artista, nessun filosofo può compiutamente rappresentare nelle sue opere perché appartengono al mistero dell’uomo. Appartengono alla vita di un giovane che, fisicamente immobilizzato, alza gli occhi verso un futuro dove abita la speranza.
Per strada un lettino, per orizzonte la musica.
Ma davvero la musica può essere un orizzonte per chi lotta contro un male che distrugge il corpo? La risposta viene ancora da Andrea Turu: “Vorrei raccontare quanto è difficile combattere con questa malattia e quanto è bello scegliere di affrontarla con forza e coraggio”.
Lui vorrebbe lanciare questo messaggio dal palco del Festival di Sanremo.
Non è possibile sapere se la sua richiesta potrà essere accolta da Claudio Baglioni ma già il renderla nota attraverso i media diventa il messaggio di un giovane che sulla strada bianca di un lettino cammina con gli occhi verso un orizzonte dove, accanto a una finestra sulla musica, si intravvede una finestra sulla speranza, sull’infinito.

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