Papa Francesco: mons. Semeraro, “uomo spontaneo e affidabile che mette le persone al primo posto”

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“L’11 febbraio 2013, giorno della rinuncia di Benedetto XVI, ci siamo sentiti al telefono: in Italia erano le 12 e a Buenos Aires le 5 del mattino. Lui si era appena alzato, non sapeva nulla. Avevamo commentato la notizia, poi ci eravamo dati appuntamento per il giorno prima del conclave. Non avevamo idea di quello che sarebbe successo, anche perché aveva 75 anni e aveva presentato la rinuncia per limiti di età”. Il vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali, mons. Marcello Semeraro, in un’intervista rilasciata al “Nuovo quotidiano di Puglia” ricorda così i momenti che hanno preceduto l’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio pontificio e il rapporto con lui. Rapporto tra i due nato dall’incontro nell’ottobre 2001, quando l’allora arcivescovo di Buenos Aires fu nominato primo relatore del Sinodo, di cui mons. Semeraro era segretario. “Quando nel 2004 sono stato nominato vescovo di Albano eravamo già amici e quando veniva a Roma vedersi era normale”. Parlando di Francesco, mons. Semeraro, che smentisce l’ipotesi di una sua nomina cardinalizia, lo descrive come “uomo spontaneo e affidabile che mette le persone al primo posto”. Il vescovo ricorda anche la recente visita del Papa per il suo 70° compleanno. “Tra noi c’è un legame istintivo, quasi innato”. A proposito dell’azione riformatrice di Francesco, invece, dichiara che “non può essere fermata”. “Ci sono cose su cui non si può discutere ma tutto il resto deve adeguarsi ai tempi. Tutto questo può piacere a qualcuno e ad altri no, ma sono dinamiche normali. E al Papa piace procedere per sperimentazioni”.

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