San Benedetto, torna ai suoi antichi splendori il trono dell’Immacolata

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla vigilia della Novena all’Immacolata che rappresenta per tutti i sambenedettesi un momento di grande spiritualità in ricordo del voto cittadino fatto nel 1855 per debellare il colera che stava mietendo molte vittime a S. Benedetto, è stato presentato il lavoro di restauro del trono. Un manufatto ligneo del 1908. E’ i n quell’anno che il parroco della chiesa di San Benedetto Martire don Domenico Gaetani commissionò alla ditta Costanzo Anzellotti di Caserta un trono indorato x la novena e la processione dell’Immacolata. “Nel corso degli anni – spiega Vincenzo Rossi membro dell’Associazione Amici del Paese Alto che ha seguito in prima persona l’intervento di restauro – il baldacchino che usciva in processione anche sotto la pioggia e la neve ha subìto gravi danni. Non era mai stato fatto un restauro e la sua conservazione era in serio pericolo.” 

Il manufatto architettonico ligneo policromo del secolo XIX (Dimensioni: cm 160x110x300(h)) è composto da 5 elementi che durante il montaggio vengono assemblati e tenuti insieme solo da incastri. La spalliera che contiene una delicata raggiera con al centro un gruppo di nuvole a simboleggiare Dio Padre, due colonne tortili frontali che sostengono un emiciclo caratterizzato da una lunetta con foglie d’acanto e al centro una delicata testina d’angelo in simmetria con la simbologia di Dio Padre della raggiera a ricordarci l’Annunciazione. Ultimo elemento a slanciare tutto il manufatto è la corona di gusto barocco posta in cima.

Il restauro effettuato nel 2017 su iniziativa del Comitato di quartiere Paese Alto e dell’Associazione Amici del Paese Alto con il sostanzioso contributo economico degli stessi e di molti fedeli, da Andrea Simoni di Comunanza è stato di sanificazione del legno, pulitura della doratura in foglia d’oro (consolidamento della pellicola pittorica) rifacimento degli elementi mancanti e ripristino delle superficie usurate e infine apporto di soluzioni protettive di tutto il lavoro. Il restauro è stato ritenuto necessario non solo per riportare all’antico splendore il manufatto, ma per motivi conservativi.

 “L’intervento è costato poco più di 3 mila euro informa Italo Giuliani (Presidente dell’Associazione Amici del Paese Alto) – Le spese dei restauri e del mantenimento delle opere culturali difficilmente riescono ad essere sostenute senza l’apporto finanziario di associazioni come la nostra. L’Associazione ha contributo per 1/3 della spesa, un’altra parte è stata raccolta con delle iniziative dell’Associazione che hanno coinvolto i fedeli e per un’altra parte se ne è fatto carico il comitato di quartiere. Lo scopo dell’Associazione è quello di valorizzare il centro storico di S. Benedetto del Tronto e in questi anni sono tante le iniziative che l’Associazione ha fatto per il quartiere. Una su tutte la gestione e l’apertura della Torre dei Gualtieri a proprie spese ottenendo un numero di visitatori inimmaginabile.”

Con l’occasione è stato restaurato anche il Sacro Cuore dipinto olio su tela databile prima metà  dell’800 probabilmente della scuola di Pompeo Batoni (forse una copia di una sua opera) che è uno dei massimi ritrattista romani del XVIII secolo maestro di Nicola Monti autore della tela della madonna del Carmine che si trova in chiesa.

Grande soddisfazione è stata espressa da Alessandro Ribeca Presidente uscente del Comitato di Quartiere: Come tutti noi sappiamo i sambenedettesi sono devotissimi all’Immacolata Concezione. Il progetto del restauro è iniziato due anni fa. Sono felice di chiudere il mio mandato di Presidente di quartiere con un intervento concreto, soprattutto di valore storico/culturale. Un dono fatto non al quartiere, ma a tutta la città. Anche attraverso queste opere si esprime la devozione all’Immacolata. Il mio mandato era iniziato con due progetti. Questo si è concluso. Per l’altro proprio oggi la giunta ha approvato il progetto ed è quello che riporterà alla luce gli scavi archeologici romani in piazza Sacconi. Ho anche altri due progetti in realtà che ho avviato con Vincenzo Rossi. Il primo è quello di recuperare le lettere di Padre Giovanni dello Spirito Santo e di farne una pubblicazione. L’altro è quello di far censire il nostro orologio della Torre dei Gualtieri nel registro nazionale degli orologi campanari. Abbiamo già contattato la Presidentessa nazionale delle torri campanare che ci ha fornito una prima consulenza storica sul meccanismo. Vorremmo certificarne il suo valore storico in modo da poterlo promuovere nel miglior modo possibile.”

Alla presentazione sono intervenuti Don Vincenzo Catani, storico diocesano, don Romualdo Scarponi vicario del Vescovo ed ex parroco di San Benedetto Martire. Entrambi hanno espresso la loro soddisfazione per l’intervento fatto. Don Vincenzo ha spiegato il significato della devozione all’Immacolata richiamando i simboli posti sulla statua e sul trono. Don Romualdo, che ha vissuto più di 40 anni nella parrocchia ha raccontato alcuni episodi legati all’Immacolata e ha ricordato il furto che avvenne il 23 marzo 1975: dei ladri ruppero il vetro che proteggeva la statua dell’Immacolata rubando il prezioso diadema realizzato con gli ex voto donati dal popolo nel corso degli anni.

Infine, l’Assessore alla Cultura Annalisa Ruggeri ha portato il saluto del Sindaco Piunti e ha espresso la devozione all’Immacolata che si respira anche in giunta e ha fatto presente quanta attenzione c’è per il centro storico che è un luogo che da sempre è il più vivo sotto l’aspetto culturale e proprio per questo sono previsti nei prossimi mesi interventi per valorizzarlo ancora di più.

 

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