Proseguono le lezioni della scuola di formazione teologica diocesana

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Di Gian Marco Capecci e di Giancarla Montali

DIOCESI – Sono iniziate le lezioni della Scuola Di Formazione Teologica Diocesana diretta da Don Gian Luca Pelliccioni: ogni Venerdì dalle 19 alle 22 nelle Aule dei Padri Sacramentini in San Benedetto del Tronto.
Numerosi gli iscritti per i 3 anni di corso, il 44mo, da quando la Scuola iniziò la sua attività per opera di P. Giuseppe Crocetti, insigne biblista che anche oggi vi insegna: Sacre Scritture, Antico e Nuovo Testamento.

Animati da entusiasmo e desiderio di conoscenza nel cammino della fede, gli alunni di varie età si sono ritrovati in una esperienza di vita e di fede.
Approfondire le ragioni della propria fede per viverla coerentemente nei luoghi che gli sono propri: il lavoro, la famiglia, l’economia, la scuola, questo è l’invito del nostro Vescovo Bresciani e dei nostri parroci.

I Docenti:

Teologia MoraleMons. Bresciani Carlo
Sacra ScritturaCrocetti P. Giuseppe
Teologia FondamentaleDon Gian Luca Pelliccioni
LiturgiaBruni don Lorenzo
SacramentariaBartolomei don Pier Luigi
DogmaticaIfeme don Vincent
Storia della ChiesaMagnanimi Rosina
Antropologia TeologicaRosati don Gian Luca
PatrologiaPasqualetti Tito
ReligioniPerotti Giancarla
CatecheticaBenigni Francesca
Teologia dell’ArteCarini  don Giorgio
LiturgiaGricinella Margherita

I Corsi attivi in questo anno accademico

Si è tenuta da poco anche la prolusione di inizio anno accademico. In questa occasione il relatore è stato don Enrico Brancozzi, direttore dell’Istituto Teologico Marchigiano, nonché docente di Teologia Dogmatica e autore di innumerevoli pubblicazioni, in particolar modo di argomento ecclesiologico; alcune copie del suo libro “Un popolo nella storia – introduzione alle questioni ecclesiologiche del Concilio Vaticano II” sono state distribuite ai partecipanti.
La serata si è aperta con la preghiera, il saluto e le riflessioni del vescovo diocesano S.E. Mons. Carlo Bresciani, il quale ha affermato che la Scuola di Formazione Teologica è importante a prescindere dal numero dei partecipanti. Poi ha riflettuto sul tema del cammino nella fede, e non della fede, nel senso che in questo caso il soggetto è chi cammina, non la fede. Essa è un dono, e come tale rappresenta un qualcosa da apprendere pian piano, sia in modo affettivo-emozionale ma anche e soprattutto nel senso di piena adesione a Cristo, pure in mezzo alle numerose insidie del percorso. La fede per essere tale deve consistere in un ingresso nel dato rivelato, deve farci comprendere a pieno cosa voglia dire la Rivelazione nella vita di oggi, anche perché non si può camminare guardando indietro.
Il direttore della Scuola di Formazione Teologica don Gian Luca Pelliccioni ha ricordato che la prolusione è un’occasione di comunione e di approfondimento di senso. È cibo per crescere nella formazione a livello diocesano.
Il professor Enrico Brancozzi è quindi entrato nel tema principale della serata, ossia “La Chiesa madre. Risorse e sfide della comunità cristiana nel nostro tempo”, sottolineando che la formazione è una delle missioni della Chiesa. Quest’ultima si muove dentro la cornice del Concilio Ecumenico Vaticano II, il quale ha indubbiamente fornito gli impulsi per una nuova forma di ecclesiologia. Tali impulsi sono stati sistematizzati attraverso alcuni documenti prodotti dal concilio, come la Lumen Gentium (che ha rinnovato il concetto di “popolo” introducendo quello di “popolo di battezzati”), la Gaudium et Spes (che propone un nuovo rapporto della Chiesa con il tempo e con la storia), e la Apostolicam Actuositatem (che dà il via al protagonismo laicale e a un originale slancio missionario). Tuttavia, quanto di tutto questo progresso ecclesiologico è stato recepito, e in quale modo? La realtà dei fatti ci porta a pensare che qualcosa ancora manca e il cammino è tuttora in corso.
Ma il professor Brancozzi ha descritto anche tre sfide che la Chiesa di oggi deve affrontare. La prima di queste è nella necessità di una aggiornata missionarietà. Papa Francesco, quando era ancora il Cardinal Bergoglio e si apprestava a partecipare al conclave, parlò di un Cristo che bussa alla porta, sì, ma dall’interno. Cristo vuole infatti uscire nel mondo ma la Chiesa lo tiene imprigionato. E dunque la Chiesa deve confrontarsi con l’immagine che essa dà di sé al mondo, con la dilagante secolarizzazione, con la crisi della domanda di fede; evangelizzare nel tempo presente vuol dire infatti affrontare le questioni culturali contemporanee, rapportarsi con la vita politica, essere presenti nel dibattito etico.
Una seconda sfida è rappresentata dalla sinodalità, ossia dall’esigenza da parte della Chiesa di vivere da popolo, camminare tutti insieme e avere ciascuno lo stesso passo affinché nessuno resti indietro. Dunque bisogna pensare a una Chiesa insieme. Due sono i motivi che rendono indispensabile il concetto di sinodalità: la missionarietà e la necessaria scelta di nuove e aggiornate priorità.
La terza sfida sta nel vivere la fede e la vita di Chiesa in un quest’epoca di transizione che è la nostra. Per esempio negli ultimi 40 anni i presbiteri sono scesi da 41.000 a 30.000, i religiosi da 21.500 a 13.000, e l’età media dei sacerdoti è di 64 anni. 4 matrimoni su 10 sono civili, mentre un terzo dei giovani è completamente impermeabile alla fede, quasi la metà ha con essa un rapporto intermittente, e soltanto il 12% è un convinto partecipante alla vita sacramentale.
Un tentativo di rilancio può consistere nel dare risalto al ruolo degli adulti impegnati, nel rilanciare parrocchie e gruppi cattolici come luoghi di formazione, nel restituire alla famiglia il suo compito di trasmissione della fede, ma soprattutto nell’accettare serenamente di essere ormai una minoranza a testimoniare il Signore Risorto e, pertanto, rivedere tempi e modi della Chiesa nella trasmissione della fede.
Infine don Gian Luca Pelliccioni ha annunciato il varo della rivista della Scuola di Formazione Teologica, che avrà proprio il nome di “Formazione Teologica”, e quindi ha consegnato il diploma finale a Saula Girolami e Concetta Bruni, due studentesse che hanno completato con successo il loro ciclo di studi.

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