Remigio Giannetti, animatore di policoro: “Accettare questa proposta è stata innanzitutto una sfida”

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DIOCESI – Come abbiamo già annunciato il 19 settembre, Remigio Giannetti è il nuovo Animatore di Comunità del “Progetto Policoro” diocesano.

Il “Progetto Policoro” nasce nel 1995 da un sogno di monsignor Mario Operti: fornire ai giovani un aiuto concreto per progettare il proprio futuro.
Nelle Regioni in cui è stato attivato grazie alla collaborazione con la Pastorale Giovanile, Pastorale Sociale e la Caritas, il Progetto ha contribuito alla nascita di circa 580 attività imprenditoriali, tra cooperative, attività commerciali e artigianali, dando lavoro a 8000 persone.
La Chiesa Marchigiana attraverso il progetto “Policoro” vuole dare delle risposte tangibili al problema della disoccupazione, offrendo un sostegno e un aiuto concreto nell’accompagnare i ragazzi che vogliano intraprendere, con coraggio e creatività, un’attività di auto–imprenditorialità.
Nelle Marche, oltre ai progetti in fase di realizzazione, grazie a Policoro sono nate le aziende agricole “Francesco Trapè”, “Mazzieri Matteo” e “Caprì” nella diocesi di Macerata e la libreria “Mastai librideeoggetti” a Senigallia.

Remigio Giannetti afferma: “Accettare questa proposta è stata innanzitutto una sfida, soprattutto per me, viviamo tempi in cui ci attacchiamo a troppe sicurezze ho avuto più volte conferme che bisogna saper tuffarsi di tanto in tanto.
Questa è una grande opportunità per portare avanti un lavoro che prevede e stabilisce rapporti e contatti col mondo del lavoro, dei giovani e della carità. Uno stimolo ancor più evidente lo è diventato pensando alla mia recente esperienza politica, nei confronti con i cittadini, dove essere giovane significa essere un pezzo di carta, uno sgravio fiscale, ottimo si, per fare bella figura in foto ma che potrà prendere sempre poca credibilità per la poca esperienza.

Abbiamo bisogno di essere sempre più a conoscenza di cosa possiamo fare alla nostra età, piuttosto che sventolare bandiera bianca senza nemmeno aver provato a resistere.
Spero davvero che questo mio nuovo servizio possa aiutare me e gli altri a risollevare questi affievolimenti, con l’aiuto di tutta la comunità diocesana”.

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