Carcere di Marino del Tronto, garante Nobili: “situazione preoccupante, informerò Dap e ministro”

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Tra le maggiori anomalie riscontrate da Nobili l’affollamento delle celle, la mancanza di un adeguato arredo che vada a soddisfare le esigenze minime di convivenza, il razionamento dell’acqua calda. Già disposto l’invio di un’informativa al Dap ed al Prap, con riserva d’intervento presso il Ministero di Giustizia

“Una situazione senza dubbio problematica che necessità di interventi immediati per ripristinare condizioni di normale vivibilità per i detenuti”. Questo il commento del Garante regionale dei diritti, Andrea Nobili, al termine del sopralluogo presso la casa circondariale di Marino del Tronto, previsto nell’ambito della costante azione di monitoraggio messa in atto dalla stessa Autorità di garanzia.
Tra le maggiori anomalie riscontrate l’affollamento e le condizioni delle camere di pernottamento (nuova definizione delle celle), che in alcuni casi arrivano ad ospitare nove detenuti con tre file di brande a castello. “A ciò si aggiunge – evidenzia il Garante – la mancanza di un adeguato arredo in grado di soddisfare le esigenze minime di convivenza, il razionamento dell’acqua calda e l’imposizione della chiusura delle stesse camere, che va ad ostacolare la socializzazione e una reale vivibilità nell’istituto penitenziario”.
Aperta nel giugno del 1980 come struttura di massima sicurezza, la casa circondariale, esclusa la sezione del 41 bis, ospita circa ottanta detenuti. “Abbiamo riscontrato una situazione preoccupante – spiega Nobili – e le carenze evidenziate non possono essere disconosciute. La nostra azione di monitoraggio viene portata avanti con l’obiettivo di tutelare i diritti fondamentali delle persone ristrette, anche attraverso un confronto diretto con i detenuti stessi e con quanti, ai diversi livelli, operano nel carcere. Gli aspetti strutturali ed organizzativi sono rilevanti nell’ambito del complesso meccanismo di verifica e monitoraggio”.
Il Garante ha disposto l’invio di un’informativa da far pervenire al Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), al Prap (Provveditorato regionale per l’amministrazione penitenziaria), riservandosi di intervenire anche presso il Ministero di Giustizia, invitando all’adozione degli opportuni interventi nei tempi più rapidi possibili.

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