Amoris Laetitia: “la comunità cristiana deve frequentare evangelicamente la condizione famigliare di uomini, donne e bambini”

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“La comunità cristiana deve frequentare evangelicamente – e non semplicemente istruire con la dottrina – la condizione famigliare degli uomini, delle donne e dei bambini del mondo”. Lo ha affermato mons. Pierangelo Sequeri, parlando a Cotonou, in Benin, nella giornata di studio dedicata al tema della famiglia, organizzata per celebrare i 20 anni di vita dell’Istituto teologico Pontificio Giovanni Paolo II affiliato al Pontificio Istituto teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del matrimonio e della famiglia di Roma, di cui mons. Sequeri è preside. In questa visita in Benin è presente anche mons. Vincenzo Paglia in veste di Gran Cancelliere del Pontificio Istituto. Affrontando il tema “Chiesa e famiglia. Legami evangelici e amore umano”, Sequeri ha ribadito che, nella prospettiva dell’Amoris Laetitia, “la Chiesa deve apparire ed essere realmente una realtà famigliare: deve attingere forma e forza dal vincolo coniugale, amorevole e fecondo, dell’uomo e della donna; deve apparire come una rete evangelica e fraterna di comunità famigliari”. Allo stesso tempo, seguendo Gesù, la Chiesa “non si sottrae in alcun modo alle ferite della condizione umana, che sono sempre, anche in modi diversi, ferite che toccano l’ordine degli affetti umani. E in primo luogo, gli affetti coniugali e famigliari”. Secondo il teologo, nella Chiesa di oggi è centrale “la trasmissione della fede in termini adatti a illuminare e sostenere il progetto famigliare delle nuove generazioni è una questione decisiva per il futuro delle società umane”. “Molto opportunamente”, ha notato, “il prossimo Sinodo dei vescovi dedicherà la sua attenzione alle giovani generazioni. Dobbiamo diventare capaci di esprimere, nei migliori linguaggi dell’amore e della ragione, la bellezza della rivelazione evangelica della prossimità di Dio per tutti gli uomini, le donne, i bambini del mondo”.
La visita a Cotonou di mons. Paglia e mons. Sequeri si conclude sabato 4 novembre, con una messa solenne al mattino prima del rientro a Roma.

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