FOTO Fabio Addazi e Francesco Antenucci istituiti lettori, Silvio Giampieri istituito accolito

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DIOCESI – Ieri, lunedì 23 ottobre, presso la cappella del seminario regionale Pio XI in Ancona, sono stati istituiti 9 lettori e 3 nuovi accoliti. Tra di loro, della nostra diocesi, Fabio Addazi e Francesco Antenucci sono stati istituiti lettori e Silvio Giampieri è stato istituito accolito.

A presiedere la celebrazione Mons. Giovanni Tani, arcivescovo della diocesi di Urbino che durante l’omelia ha ricordato come sia importante tenere sempre al centro dei propri pensieri l’amore di Cristo, cercandoLo di attuare mettendosi a servizio nella Chiesa.

Il tempo di Seminario è di sei anni più un anno iniziale, detto propedeutico. Il cammino è scandito da 3 bienni: un biennio iniziale che termina con il Rito di ammissione; poi un altro biennio con il conferimento del ministero del Lettorato e Accolitato; e infine il biennio del Diaconato e dell’Ordinazione sacerdotale. In ogni caso le diverse tappe sono concordate con i superiori, a seconda del cammino di discernimento e di formazione personale.

I compiti del lettore
Verificare prima dell’inizio della celebrazione che tutto sia stato predisposto anche all’ambone, il Lezionario sia aperto alla pagina appropriata e che sia acceso l’impianto di amplificazione;
Esercitare il ministero rivestito della veste liturgica partecipando alla celebrazione fin dall’inizio con la presenza nella processione introitale (cfr. PNMR 82; POLM 54; Disposizioni, n. 8);
Proclamare dall’ambone le letture della Sacra Scrittura, ma non il Vangelo (PNMR 34.66.89.91.150.217.272; POLM 51; IM 11-12; Precisazioni, n. 8; MQ V; Ministeri, n. 7; EvM 64);
Se non si esegue il canto introitale e di comunione ed i fedeli non recitano le antifone, dire le apposite antifone al tempo opportuno (PNMR 26.56/i.152);
Ricevere la comunione in mano immediatamente prima che il celebrante o il diacono inizino a distribuirla ai fedeli e fare la comunione sotto le due specie.

I compiti dell’accolito
L’accolito sia «istituito per aiutare il diacono e per fare da ministro al sacerdote. E’ dunque suo compito curare il servizio dell’altare, aiutare il diacono e il sacerdote nelle azioni liturgiche, specialmente nella celebrazione della santa Messa». Il modo concreto con cui avviene questo servizio liturgico è specificato con esattezza nelle indicazioni date dai Principi e norme per l’uso del Messale romano (del 3 aprile 1969, indicati con PNMR), ai nn° 142-147. Nel rito d’ingresso, se avviene una processione, l’accolito porta la croce e poi prende posto accanto al sacerdote e al diacono per aiutarli durante la celebrazione (PNMR nn° 143-144). In mancanza del diacono, spetta all’accolito disporre sull’altare corporale, purificatoio, calice e messale; aiuta il sacerdote a ricevere i doni e gli presenta pane e vino (PNMR n° 145). Come ministro straordinario, può aiutare il sacerdote nella distribuzione della comunione al popolo, quando ve ne fosse bisogno secondo le condizioni stabilite in Ministeria quaedam (impedimento da parte del sacerdote o grande numero dei comunicanti; PNMR n° 146). Infine, l’accolito aiuta nella purificazione dei vasi sacri. In mancanza del diacono lui stesso li purifica, ma non all’altare: li porta alla credenza dove li purifica e riordina (PNMR n° 147). (Padre Valerio Mauro, docente di Teologia sacramentaria)

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