San Benedetto ricorda la straordinaria vita di San Massimiliano Kolbe

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Roma, 17 febbraio 1917. Un frate francescano di origine polacca, che si trova nella capitale per proseguire gli studi presso l’Istituto Teologico Seraficum, assiste ad una manifestazione di massoni: si fermano a lungo in piazza San Pietro sventolando sotto le finestre del Papa un vessillo nero con l’effigie di San Michele Arcangelo sotto i piedi di Lucifero; striscioni inneggiavano a Satana ed una scritta diceva: «Satana governerà in Vaticano e il Papa lo servirà come guardia svizzera».
Il giovane ne rimane impressionato: perché, si chiede, la Massoneria era così attiva, anche attraverso diverse pubblicazioni, mentre i Cristiani restano nell’ombra? «Bisogna reagire!» si ripropone.
Così, durante lo studio, elabora un’idea che confida al suo confessore, il quale approva. Parla del suo progetto con alcuni confratelli più intimi e che sente più vicini alle sue aspirazioni. Così, con il beneplacito dei superiori si costituisce un piccolo circolo che opera nel nascondimento. Quando i componenti giungono al numero di sette, la sera del 16 ottobre 1917, chiusi in una stanza del Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali in via di San Teodoro, danno vita alla Milizia dell’immacolata.
Ma chi erano questi “carbonari” della fede e cosa volevano fare? I sette frati erano: fra Enrico Granata, fra Girolamo Biasi, fra Antonio Glowinski, fra Giuseppe Pal, fra Quirico Pignalberi, fra Antonio Masi e, naturalmente, fra Massimiliano Kolbe, ideatore e motore di tutto questo fervore evangelizzatore.
Massimiliano, in quel primo incontro, tirò fuori da sotto il cappuccio un pezzetto di carta dove, sotto il passo della Genesi (3.15) in cui si fa riferimento alla discendenza della donna che schiaccia il capo del serpente, aveva annotato che la vergine Immacolata cancella tutte le eresie. Quindi egli stabiliva che lo scopo e la regola della Milizia dell’Immacolata dovevano fondarsi su questa interpretazione teologica, come tratteggiato nella sua nota. Veniva così stabilito il primo Statuto della MI, con uno scopo (procurare che tutti gli uomini si convertano a Dio, anche se non cattolici o non credenti, in particolare i massoni; e che tutti diventino santi, sotto il patrocinio e per la mediazione della Vergine Immacolata), delle condizioni (consacrarsi totalmente alla Vergine Immacolata), e dei mezzi di apostolato (pregare, fare penitenza, offrire a Dio la fatiche e le sofferenze quotidiane della vita… usare tutti i mezzi validi e legittimi che si presentano per annunciare con zelo il Vangelo soprattutto la stampa e la Medaglia Miracolosa).
Dopo questa prima riunione, non sembrò cambiare molto nella vita di Massimiliano e degli altri sei fondatori; continuarono a studiare, molti ritornarono alle loro nazioni di provenienza; ma già l’Immacolata aveva iniziato a lavorare su loro e attraverso di loro.
La Milizia dell’Immacolata iniziò a diffondersi, attraverso l’opera inesauribile di San Massimiliano, in Polonia: la Cittadella dell’Immacolata (Niepokalanow) che lui fondò, divenne in breve tempo una fucina di frati e laici impegnati a diffondere la fede cattolica attraverso la stampa e la testimonianza. Poi Kolbe venne inspirato a raggiungere il Giappone dove, nel giro di tre mesi, realizzò la prima stampa della rivista in lingua giapponese e fondò un’altra Cittadella.
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la morte di Kolbe nel campo di concentramento di Auswitz non impedirono la diffusione della Milizia dell’Immacolata in tutto il mondo; eretta a Pia Unione il 2 gennaio 1922 dal Vicariato di Roma, in data 8 novembre 1974 il Pontificio Consiglio per i Laici ne approva gli Statuti Generali. Infine, in data 16 ottobre 1997, lo stesso Pontificio Consiglio decreta l’erezione della Milizia dell’Immacolata ad Associazione Pubblica Internazionale.
Oggi la MI è presente in Brasile, Polonia, Italia, Sati Uniti, Lussemburgo, Croazia, Repubblica Ceca, Spagna.
Da ieri fino al 18 ottobre a Roma, in occasione dei 100 anni di fondazione, il Centro Internazionale MI ha organizzato una “tre giorni” di visite dei luoghi simbolo della MI (e naturalmente anche di San Massimiliano Kolbe) che culmineranno con l’udienza del Papa in Piazza San Pietro.
Presenti anche fedeli della nostra diocesi.
Dopo 100 anni torneremo in quei luoghi per affermare che, nonostante tutto il male che circola ancora oggi nel mondo,… “solo l’amore crea”. San Massimiliano aveva visto giusto e la Milizia dell’Immacolata continua a lavorare perché tutti diventino santi, sotto il patrocinio e per la mediazione della Vergine Immacolata.

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