Papa Francesco: “la vergogna è una grazia” che “apre la porta alla guarigione” dal peccato

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La vergogna è una grazia” che “apre la porta alla guarigione” dal peccato. Così Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata ieri mattina a Casa Santa Marta. Secondo quanto riferisce Radio Vaticana, commentando il testo della Prima lettura dell’odierna liturgia in cui il profeta Baruc parla della disobbedienza alla legge di Dio, cioè del peccato, Papa Francesco ha osservato che “nessuno può dire: ‘Io sono giusto’ o ‘io non sono come quello o come quella’. Io sono peccatore. Io direi che quasi è il primo nome che tutti abbiamo: peccatori”. Per il Papa, “siamo peccatori” perché “abbiamo disobbedito, sempre in rapporto con il Signore: Lui ha detto una cosa e noi ne abbiamo fatto un’altra. Non abbiamo ascoltato la voce del Signore” che “ci ha parlato tante volte”. Il peccato, dunque, è “ribellione”, è “ostinazione” nel seguire le “perverse inclinazioni del nostro cuore” cadendo nelle “piccole idolatrie di ogni giorno”: “cupidigia”, “invidia”, “odio” e in particolare, “maldicenza”, quello “sparlare” che Francesco definisce la “guerra del cuore per distruggere l’altro”. Il “peccato rovina il cuore, la vita, l’anima, indebolisce, ammala”, ha aggiunto il Papa. “Non è una macchia da toglierti. Se fosse una macchia, basterebbe andare alla tintoria e farsi pulire”. Invece, “il peccato è un rapporto di ribellione contro il Signore”.

Per il Papa, se si pensa che il peccato “è brutto in sé stesso, ma brutto contro il Signore che è buono” allora “invece di entrare in depressione sento quel grande sentimento: la vergogna, il disonore di cui parla il profeta Baruc”. “Quando il Signore ci vede così, vergognati di quello che abbiamo fatto, e con umiltà chiedere perdono, Lui è l’onnipotente: cancella, ci abbraccia, ci accarezza e ci perdona”. “Lodiamo oggi il Signore – ha concluso – perché ha voluto manifestare l’onnipotenza proprio nella misericordia e nel perdono”.

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