Papa a Cesena: mons. Regattieri, “sarà di certo una festa”

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Di Francesco Zanotti

Papa Francesco a Cesena è un evento del tutto eccezionale. Nessuno in Diocesi, ma nemmeno in Romagna, avrebbe potuto sperare nella visita del Santo Padre. Invece, cogliendo l’occasione storica dei 300 anni dalla nascita di Pio VI, il cesenate Giovanni Angelo Braschi, domenica 1 ottobre il Pontefice farà tappa nella città dei quattro Papi. Infatti, oltre a Pio VI, Cesena può vantare il concittadino Gregorio Barnaba Chiaramonti, Pio VII, e i vescovi di Cesena Orsini e Castiglioni divenuti rispettivamente Benedetto XIII e Pio VIII. La visita sarà breve, ma intensa. Subito dopo il Papa volerà a Bologna.
Il programma prevede due ore di permanenza, dall’atterraggio al decollo, con due incontri clou: uno in piazza del Popolo con la cittadinanza e uno in Cattedrale con la comunità cristiana. Alla vigilia di questa giornata del tutto particolare, ne abbiamo parlato con il vescovo di Cesena-Sarsina, monsignor Douglas Regattieri.

Eccellenza, a pochi giorni dalla storica visita di papa Francesco a Cesena, quali sono i sentimenti del vescovo? 
L’evento è sicuramente straordinario. Personalmente sono felice di averlo provocato e di viverlo in prima persona. Credo che nel mio episcopato questa del 1° ottobre sarà, per me, una giornata luminosa, capace – ne sono certo – di dare carica ai tanti giorni pesanti e alle fatiche quotidiane della guida e del ministero pastorale. In una parola: un dono inatteso e sorprendente.

Come si immagina la giornata di domenica prossima?
L’incontro con il Papa sarà di certo una festa. E’ il padre che viene a trovarci. E sarà una festa per tutti, sia per chi crede sia per chi non crede. Il Santo Padre, è inutile che lo sottolinei, è amato ovunque, a ogni latitudine. Sprona noi, la Chiesa, a farci prossimi, a essere in uscita, accoglienti, in particolare verso gli ultimi, i più bisognosi. Ce lo hanno ricordato l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi e il nuovo arcivescovo di Ferrara, monsignor Giancarlo Perego, nelle loro catechesi tenute in Cattedrale a Cesena come cammino di preparazione all’arrivo di papa Francesco. Entrambi ci hanno richiamato all’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, il documento che costituisce il programma del pontificato. “Una Chiesa che si fa serva, della carità, che chiede giustizia e custodisce i beni comuni. Una Chiesa che condivide, gioiosa e sa accorciare le distanze, libera e non vincolata alle abitudini”; una “Chiesa povera per i poveri” e “umile e lieta”, solo per citare alcuni dei tratti delineati dai presuli.

La visita di papa Francesco sarà un richiamo solo per la comunità cristiana?
Papa Francesco ci richiamerà a un essenziale vitale che non vale solo per i credenti, ma che costituisce un progetto di vita, una vocazione potrei dire, per ogni uomo e ogni donna. Un progetto per la piena realizzazione di ciascuno di noi. È ciò che si può realizzare attuando il disegno di Dio su ogni creatura.

Una visita salutare per tutti, quindi?
Non solo salutare. La definirei provvidenziale. La sosta del vicario di Cristo in città sarà senz’altro provvidenziale. Desideriamo vivere questa esperienza unica come un’autentica occasione di grazia. Una grandissima grazia che ci viene offerta. Ci anima la fede nel Signore. In quest’uomo vediamo colui che lo Spirito Santo ha scelto come guida della Chiesa di Roma e quindi della Chiesa universale. E papa Francesco si sta manifestando anche come sicuro riferimento spirituale per il nostro tempo.

Eccellenza, ci sono anche preoccupazioni legate alla visita di papa Francesco, in questi tempi di crescenti tensioni legate al terrorismo internazionale?
Alcune preoccupazioni non mancano, ovviamente. Le mie sono a due livelli. Innanzitutto mi auguro che sia una visita in grado di scuotere i cuori di tutti in modo da orientarli, fattivamente, verso il vangelo. Spero non ci si limiti all’aspetto esteriore e folcloristico della visita. Secondo: che la sicurezza del Papa e di quanti si accosteranno a lui – e speriamo siano tanti – sia garantita e salvaguardata. Questo lo dico per i venti minacciosi che all’orizzonte sembrano soffiare con forza e pericolosità. Ma su questo, le preoccupazioni sono attenuate dal grande impegno che si sta facendo da parte della comunità diocesana, del comune di Cesena, della Questura, della Prefettura, delle forze dell’ordine e dei tanti generosi volontari, insieme alla Gendarmeria Vaticana, perché tutto funzioni al meglio.

Monsignor Regattieri, in conclusione si può dire senza alcun timore che si tratta di una visita attesissima, per la quale, immaginiamo, lei stia ricevendo messaggi e richieste di ogni genere. Che dire, con un’ultima parola?
Sono felice di vedere tanta attesa nella gente. Moltissimi mi chiamano per chiedere informazioni o per portare messaggi o doni per il Santo Padre. È bello che ci sia questo interessamento. La comunità cristiana ha sempre le porte aperte, come accadrà la mattina del primo ottobre, quando aspetto tutti all’incontro così atteso e per il quale viviamo già giorni di crescente emozione. Sarà di certo una grande festa per tutti. Una giornata che è già nella storia di questa comunità locale, quella che vive in Cesena-Sarsina.

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