La cantieristica nel futuro dei disoccupati del Piceno?

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La lavorazione del carbonio e la sua applicazione alla cantieristica navale potrebbero essere importanti sbocchi occupazionali per i tanti disoccupati del Piceno.

E’ stato questo il tema attorno a cui si è sviluppato l’incontro tra il gruppo “Piceni in cerca di occupazione” coordinato da Stefano Abrugia e Antonio Sofia e l’imprenditore della cantieristica Giulio Piergallini, in rappresentanza della categoria, svoltosi questa mattina in Comune con il coordinamento dell’assessore alle Attività produttive Filippo Olivieri affiancato dal consigliere Emidio Del Zompo.

L’incontro fa seguito a altre riunioni svoltesi in passato in Comune che videro il sindaco Piunti prendere a cuore le istanze di queste persone che, perso il lavoro, si sono attivate in forma organizzata per individuare nuovi sbocchi occupazionali con il supporto delle istituzioni. Da questi incontri è emersa la possibilità di avviare corsi di formazione nel campo della lavorazione del carbonio, materiale che sta rapidamente affermandosi in diversi campi produttivi, ad iniziare dalla cantieristica navale, e che già vanta importanti applicazioni in innovative realtà aziendali del territorio.

All’incontro di stamane era presente anche il rappresentante di un’agenzia di lavoro interinale che sta gettando le basi di un progetto finalizzato proprio all’utilizzo degli appositi fondi nazionali per corsi destinati a formare professionalità specifiche per la lavorazione del carbonio.

“Piergallini, che è anche componente del Comitato di gestione dell’Autorità portuale del Mare Adriatico centrale – spiega il consigliere Del Zompo – ha confermato che anche la cantieristica si sta muovendo in questa direzione ed ha assunto l’impegno di confrontarsi con i colleghi per valutare quali siano gli effettivi sbocchi professionali di un simile percorso formativo”.

“Ci siamo dati un tempo molto breve per tornare ad incontrarci ed avere le risposte dei nostri imprenditori – dice l’assessore OIivieri al termine dell’incontro – pensiamo che questo modello sia replicabile in altri ambiti, e non solo nella cantieristica. Mi riferisco ad esempio, al settore delle carrozzerie, visto che anche nella costruzione delle automobili di uso comune il carbonio sarà sempre più utilizzato e gli artigiani del settore dovranno acquisire nuove competenze. Insomma, vorremmo costituire a San Benedetto un progetto pilota che veda protagonisti gli imprenditori, i lavoratori in cerca di riqualificazione, le agenzie per la formazione con il coordinamento delle istituzioni locali che possa essere preso ad esempio da altre realtà”.

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