Myanmar: Amnesty, “l’esodo dei Rohingya evidenzia il fallimento dei leader mondiali nell’accoglienza”

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Di fronte a quasi 400.000 rifugiati in fuga dalla pulizia etnica in Myanmar, “i leader mondiali che si riuniscono all’Assemblea generale delle Nazioni Unite dovrebbero alzare le mani in segno di vergogna: non solo non hanno rispettato la promessa di accogliere più rifugiati ma hanno anche smantellato i loro diritti in molte parti del mondo”. È la denuncia di Amnesty international, che ricorda il Summit dei leader sui rifugiati, convocato a New York lo scorso anno dall’allora presidente degli Usa Barack Obama, in cui i governi s’impegnarono ad accogliere altri 360.000 rifugiati, ossia il doppio dei posti messi a disposizione nel 2015. Al contrario, afferma Amnesty, “il numero globale dei rifugiati continua ad aumentare e la spirale dei conflitti è fuori controllo”. “L’orribile situazione di Myanmar è l’esempio perfetto di come la politica del cerotto non sia sufficiente ad aiutare coloro che fuggono dalla guerra e dalla persecuzione. Dopo aver subito violenze efferate e uccisioni, e dopo che i loro villaggi sono stati rasi al suolo, i rifugiati rohingya sono ora vittime di una crisi umanitaria cui il Bangladesh cerca di far fronte”, ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. Le ultime prove raccolte da Amnesty International indicano che nello stato di Rakhine è in corso una massiccia campagna di terra bruciata, in cui le forze di sicurezza e gruppi di vigilantes danno fuoco a interi villaggi e sparano a casaccio uccidendo chi cerca di fuggire. Dal punto di vista giuridico, si tratta di crimini contro l’umanità: attacchi sistematici e deportazione forzata di popolazioni civili. “Quanto ci vorrà prima che questi governi ammettano che la loro risposta alla crisi globale dei rifugiati è completamente sbagliata?”, ha chiesto Salil Shetty. Un esempio è costituito dagli Usa, il cui presidente Donald Trump ha ridotto a 50.000 il numero di 110.000 posti per il reinsediamento su cui si era impegnato Obama per il 2017, e rischia di accoglierne ancora di meno nel 2018. “Nascondendosi dietro le crudeli politiche di Trump, altri Paesi nel mondo continuano a togliere umanità ai rifugiati e a girare loro le spalle”, ha commentato. I rifugiati nel mondo sono attualmente più di 22 milioni e mezzo. Nel 2016 sono stati offerti solo 189.300 reinsediamenti.

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