Diocesi, presentata la lettera pastorale del Vescovo Bresciani “Il cammino della fede, raccontalo a tuo figlio”

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Di Paola Travaglini

Leggi l’intervento integrale del Vescovo Carlo Bresciani, clicca qui

MONTEPRANDONE – “Il Cammino della fede raccontalo a tuo figlio” è stato il titolo della lettera pastorale presentata dal vescovo Carlo Bresciani venerdì 15 settembre alle ore 21.00, presso la Sala Papa Giovanni Paolo II della parrocchia Sacro Cuore di Gesù, di Centobuchi in Monteprandone.
“Lo scopo dell’incontro è di iniziare quest’anno pastorale dandogli delle accentuazioni che serviranno poi ad un cammino di fede comunitario e per far ciò è necessario che la nostra vita corrisponda pienamente alla Sua Parola” ha affermato mons.Bresciani ribadendo che il tema dell’anno pastorale 2017/2018 è determinato, in modo particolare, dal Sinodo dei giovani indetto da papa Francesco.
Vescovo Bresciani: “Non possiamo che camminare insieme con la Chiesa universale che riflette su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.
Ma è anche vero che se il tema dei giovani è molto importante per la trasmissione della fede, una trasmissione che sembra in seria difficoltà nei nostri tempi, è tutta la comunità cristiana che, guidata dalla Parola di Dio, è chiamata a un cammino di fede. La Parola di Dio deve sempre stare al centro della nostra preghiera e della nostra vita cristiana: è a partire da essa che tutto cresce e si santifica. Si tratta allora di prendere un testo biblico di riferimento che possa accompagnarci e illuminarci nel nostro cammino, così che la Sua parola sia luce ai nostri passi, i nostri e quelli dei nostri giovani. Non possiamo che camminare con loro, poiché il loro cammino di fede non può che essere analogo al nostro e il nostro aiuta certamente anche il loro. Solo se sarà insieme con loro, sarà un cammino che potrà portare a risultati positivi, con la grazia di Dio.
Da qui il titolo che ho dato alla lettera pastorale: “Il cammino nella fede”.

Il Vescovo ha poi affermato: “Non possiamo essere come coloro che non hanno e non fanno memoria del loro passato e delle opere di Dio. Se non facciamo memoria grata del passato rischiamo di avere – come dice papa Francesco – l’Alzheimer spirituale, malattia terribile che non permette più di riconoscere né figli, né genitori.
La nostra fede ha un fondamento storico: le opere di Dio nel mondo e dentro la nostra storia personale. E noi queste opere le abbiamo sperimentate nelle vicende della nostra vita e questa è la nostra esperienza religiosa. La trasmissione della fede non può non comprendere questa esperienza personale che va raccontata ai propri figli. Ecco il sottotitolo della lettera pastorale: “raccontalo a tuo figlio”. I nostri ragazzi sentono di tutto, anche quello sarebbe bene non sentissero mai; diciamo loro di tutto in famiglia, ma forse siamo latitanti sul racconto della nostra fede”.

Una delle altre tematiche affrontate è stata quella vocazionale, Mons. Bresciani “Il tema del Sinodo è: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” dove per vocazione non si intende immediatamente quella consacrata (preti, suore o frati), ma discernimento di che cosa si è chiamati a vivere, di quale meta abbia la propria vita. Discernimento ha a che fare con la ricerca delle linee guida della vita, dei punti forti su cui potersi basare per andare verso un futuro che sia promettente e dia fiducia. I giovani hanno bisogno di discernere il loro personale posto nella comunità degli uomini e nella Chiesa. Hanno bisogno di fondare la loro fiducia per proiettarsi costruttivamente nel futuro che li attende.
La fiducia ha le sue basi nelle esperienze del passato che aprono squarci di luce per il futuro e danno coraggio nell’affrontarlo anche nelle difficoltà. Così ha sempre fatto l’uomo di fede con quella perseveranza sulla quale ci siamo fermati nell’anno pastorale che abbiamo appena concluso”.

L’incontro si è concluso con una frase di San Giovanni della Croce, nella salita al Monte Carmelo:”La memoria si perfeziona nel vuoto della speranza”.
Quando la speranza sembra venir meno, occorre fare memoria e trovare le radici; questo è recuperare la storia.Proprio quando la speranza sembra affievolirsi, diventa importante la nostra storia.

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