Cortile di Francesco: p. Fortunato, “si è passati da una Chiesa che ballava il valzer a una Chiesa chiamata a ballare il tango”

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“Con Papa Francesco si è passati da una Chiesa che ballava il valzer a una Chiesa chiamata a ballare il tango”. Con queste parole padre Enzo Fortunato, coordinatore del “Cortile di Francesco”, ha descritto l’effetto Bergoglio, dialogando con il vicedirettore de “L’Espresso”, Marco Damilano. Tre le regole del metodo Bergoglio, come del ballo più popolare in Argentina: “Lo puoi ballare in spazi stretti, non servono grandi giri della sala; è vietato tornare indietro; l’abbraccio è asimmetrico”. Come esempio di “spazi stretti”, padre Fortunato ha citato la preghiera silenziosa in piazza san Pietro per bloccare l’attacco in Siria. Il “vietato tornare indietro”, ha proseguito il francescano, è ben visibile nel suo processo di riforma della Curia, che “sta avviando processi irreversibili, che sono processi evangelici”. Infine, gli “abbracci asimmetrici”, come quello con il Grande Imam di Al-Azhar – “in uno dei momenti più difficili dei rapporti tra Italia ed Egitto” – o con il patriarca Kirill. Tra i gesti senza precedenti di un pontificato fatto di “parole semplici e gesti forti”, la scelta di compiere il suo primo viaggio apostolico a Lampedusa.

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