Diocesi, la Comunità Latinoamericana invita tutti ad una serata di preghiera per invocare la pace in Venezuela

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Di Veronica Zagarra

DIOCESI – La Comunità Venezuelana e Latinoamericana della nostra diocesi segue con preoccupazione l’evolversi della situazione Venezuelana.
Nella repubblica Bolivariana del Venezuela infatti si continua a registrare un aumento costante di: violenza, di morti, di feriti e di persecuzioni politiche.
I vescovi Venezuelani hanno informato anche il Papa della situazione del paese, in particolare: “dell’imposizione dell’Assemblea nazionale costituente e della persecuzione di alcuni dirigenti, delle minacce ai sacerdoti e alle religiose e della chiusura dei mezzi di comunicazione sociale”.
Il paese vive infatti una gravissima crisi economica e sociale che ha portato moltissimi cittadini ad abbandonare la nazione.
In tutto il Venezuela il mese di settembre è stato dedicato a Maria per far si chearrivi a tutti il profondo grido di Pace.

Per questo motivo la comunità latino americana diocesana invita tutti i fratelli ad un incontro di: preghiera, di Eucaristia e di fraternità: domenica 17 di settembre alle ore 15.30 nella Chiesa San Pio V di Grottammare.
Sarà una celebrazione per rendere grazie a Gesù per il dono della fede e per chiedere a Maria Santissima ” Signora di Coromoto” e Patrona del Venezuela: la Pace.

I venezuelani sono molto legati al Santuario di Coromoto, dove si intrecciano storie di speranza, guarigioni e miracoli prodigiosi molti sono i prodigi che si attribuiscono a questa straordinaria “Lourdes dell’America Latina”

La storia:
“Quando la città di Guanare, capitale dello stato di Portuguesa, fu fondata nel 1591, gli indigeni che abitavano nella regione, i Cospes, fuggirono verso la selva a nord dalla città per sfuggire ai conquistadores, rendendo difficile l’evangelizzazione che la Chiesa cattolica aveva intrapreso.
La tradizione colloca la prima apparizione l’8 settembre 1652, nella selva dove erano fuggiti gli indios: Maria avrebbe chiesto al cacicco dei Cospes, l’indio Coromoto (e a sua moglie), “Andate alla casa dei bianchi e chiedete loro che vi infondano l’acqua sulla testa per potere andare al cielo”, cioè di farsi battezzare.
Secondo la tradizione, il cacicco raccontò il tutto al suo encomendero, don Juan Sánchez; questi gli chiese che si preparasse con la sua tribù per ricevere la catechesi e il battesimo entro otto giorni.
Vari indigeni cospes si convertirono e si fecero battezzare, ma non il cacicco, che fuggì. La tradizione colloca a questo punto la seconda apparizione di Maria: Coromoto, reso cieco dall’ira, avrebbe alzato il braccio per afferrarla, ma ella sarebbe sparita.
Sempre secondo la tradizione, l’apparizione si materializzò in un marchio fatto di fibra di albero che, successivamente recuperato, viene venerato nel santuario nazionale di Nostra Signora di Coromoto.
Nel racconto Coromoto venne morso da un serpente velenoso: tornato a Guanare, sul punto di morire, domandò il battesimo che ricevette da un barinese, prendendo il nome di Angelo Custode. Coromoto sarebbe guarito dal veleno, chiedendo agli indigeni cospes, che sotto il suo comando si erano opposti ai conquistatori, di battezzarsi”. (Fonte Wikiwand)

L’invito della comunità latino americana: “Affidiamo alla ‘Nostra Signora di Coromoto’ il destino del Venezuela e che: la pace, la speranza, il dialogo e la fraternità possano riempire il cuore delle famiglie e di tutto il popolo”

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