Lamp: una famiglia al servizio dei poveri di New York

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Maddalena Maltese

I capelli di Tom e Lynn Scheuring sono striati di grigio e di bianco. Erano neri e biondi nel 1981 quando insieme hanno deciso di fondare Lamp: l’associazione di laici apostolici con i poveri, che da 36 anni è una luce di speranza e di rinascita accesa su New York.

Quel “con i poveri” è la “magna charta” di Lamp perché nella loro organizzazione caritativa non si fa niente per gli ultimi ma tutto va vissuto con loro: la strada, l’ospedale, la casa di riposo, i ricoveri dei barboni l’inferno dell’alcol e della droga, la miseria.

I volontari di Lamp conoscono ogni centimetro di questi luoghi oscuri ed è lì che accendono la luce della fede fornendo cibo, cure mediche o un percorso di accompagnamento ma è la preghiera, la chiave con cui arrivano al cuore delle persone. “Nella nostra lunga esperienza – spiega Lynn Scheuring – ci siamo accorti che ci si prodiga tanto per gli aiuti materiali ma è inesistente il sostegno nella fede, eppure lì è tutto, perché l’incontro con Dio è la fonte di un benessere totale della persona che, se sperimenta l’amore, cambia radicalmente la sua vita”. È accaduto a Marco che non osava avvicinarsi al LampCafè, un furgoncino ambulante color argento che distribuisce cibo nelle parrocchie più povere della city. Marco puzzava e non osava avvicinarsi anche se nei suoi occhi la fame gridava. Una volontaria lo ha avvicinato offrendogli del cibo e dopo aver placato la fame è arrivata l’offerta della preghiera.

Nessuno gli aveva mai proposto di pregare insieme: lui schiavo dell’alcol non pensava di aver diritto al sacro, alla gentilezza, all’amore. E invece quelle invocazioni sono state il primo scalino del suo cambiamento.

Lo stesso per Dolores, ridotta in una sedia a rotelle in una povera casa di riposo e consumata dall’odio contro il marito o per Lilian che viveva in un ricovero per senza tetto: l’incontro con i missionari di Lamp ha restituito senso alla loro esistenza e novità di vita.

Nella città di New York sono più di 14mila le famiglie senza tetto e 23mila sono i bambini che vivono senza fissa dimora ed è soprattutto da loro che Tom e Lynn hanno cominciato aiutando Dorothy Day, l’attivista cattolica che proprio nel Greenwich village aveva aperto una delle sue case di ospitalità.

“Quando lei incontrava i poveri rispondeva alle loro domande – spiega Lynn – e le sue risposte erano solo Vangelo. Non polemizzava con alcuno, ma donava parole di Giovanni, Luca, Marco”. “Volevamo essere dei missionari laici e sentivamo come un imperativo questa chiamata verso gli ultimi ma non sapevamo come fare e cercavamo strumenti e formatori”, continua Tom. E così sposati da pochi anni e con tre bambini ancora piccoli lasciano New York alla volta di El Paso in Texas: 60 ore di pullman per partecipare ad una missione di un gesuita.

Da lì si spostano a Città del Messico e poi di nuovo in Texas, a Sant’Antonio, ed è lì che maturano l’idea di scrivere al cardinal Cooke di New York e di proporsi come missionari nelle parrocchie più povere della città. Il 25 febbraio 1981 arriva la benedizione del cardinale e Lamp riceve il suo battesimo ufficiale ma Lynn e Tom non hanno una casa per i loro tre bambini e un lavoro che li possa sostenere. Poi il primo maggio dello stesso anno Mike Burke, un vecchio negoziante nella zona di Riverdale del Bronx decide di offrirgli un appartamento gratuitamente per un anno a patto che pagassero le utenze. Quell’appartamento a distanza di 36 anni è ancora la sede ufficiale di Lamp ed un via vai di gente la riempie quotidianamente di cibo da distribuire ai poveri.

Altre due case per le missionarie e per i missionari ospitano le persone che scelgono di offrire almeno un anno della loro vita al servizio degli ultimi. In queste case si riceve la formazione spirituale e anche il training necessario ad avvicinare chi vive in strada.

La preghiera e l’adorazione eucaristica sono punti cardine della giornata di un missionario mentre una volta a settimana ci si ritrova per uno scambio di testimonianze e di esperienze.

A loro si uniscono poi i volontari che magari possono offrire solo un giorno alla settimana o al mese. Nel 2014, sempre nel Bronx, Lamp ha lanciato un nuovo progetto: “A Lamp for life- Una lampada per la vita”. Leggendo che il 94% dei centri pro-aborto sono dislocati nei quartieri poveri, la famiglia Scheuring offre attraverso i suoi missionari un supporto spirituale ma anche la possibilità di esami clinici che possano favorire la scelta per la vita. Non sono poche le donne che, dopo averli incontrati, decidono di tenere il bambino. “Noi non le giudichiamo, né le costringiamo. Gli offriamo solo un’altra possibilità e una guida: la preghiera e il Vangelo”.

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