Siria: Msf, “civili assediati a Raqqa senza assistenza medica salva-vita”

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

In Siria i civili malati e feriti che si trovano nella città di Raqqa hanno gravi difficoltà di accesso all’assistenza medica salva-vita e nonostante i combattimenti estremamente violenti, non è stato preso alcun provvedimento per far evacuare i civili. Lo denuncia oggi Medici Senza Frontiere, che fornisce supporto alle strutture sanitarie di Kobane e Tal Abyad, a due ore e mezza dal fronte, dove però solo pochi feriti sono riusciti ad arrivare. “I pazienti ci segnalano che un gran numero di malati e feriti è intrappolato nella città di Raqqa, con limitato se non inesistente accesso alle cure mediche e con scarse possibilità di fuga dalla città”, afferma Vanessa Cramond, coordinatore medico di Msf per la Turchia e la Siria settentrionale. I pochi pazienti riusciti a fuggire da Raqqa, che Msf ha curato, confermano che l’unico modo per lasciare la città è clandestinamente, il che comporta pericolosi ritardi nell’accesso all’assistenza medica urgente. “Alcuni dei nostri pazienti sono rimasti intrappolati dietro le prime linee per giorni o anche settimane”, dice Cramond: “Quando sono fortunati, avevano già ricevuto assistenza medica di base all’interno della città, ma quando finalmente arrivano nei nostri ospedali, le loro ferite sono spesso gravemente infette e raramente è possibile salvare gli arti. Al contrario, i pazienti con emergenze mediche acute o lesioni traumatiche in arrivo dai villaggi intorno alla città di Raqqa attraversano le prime linee in maniera relativamente rapida”. “Nella città di Raqqa –  racconta un paziente di 41 anni con ferite da schegge al torace, fuggito da Raqqa dopo aver perso sette familiari -, se non si muore per gli attacchi aerei, si muore per un colpo di mortaio; se non si muore per un colpo di mortaio, si muore colpiti dai cecchini; se non sono i cecchini, allora è un esplosivo. Se si sopravvive, sopraggiunge la fame e la sete per mancanza di cibo, acqua, elettricità”. Dal mese di giugno, le equipe mediche di Msf in Siria nordorientale hanno trattato oltre 415 pazienti provenienti da Raqqa e villaggi circostanti. Msf invita tutte le parti in guerra e i loro alleati “a garantire la protezione dei civili e a consentire l’accesso all’assistenza medica e l’evacuazione dei feriti”. Ribadiscono l’importanza di facilitare l’accesso delle organizzazioni internazionali in Siria nordorientale per lo sminamento, per permettere ai residenti di tornare in sicurezza alle loro case.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *