Gruppo Scout Grottammare 3: Alla scoperta di Jesi dove l’altare al tempo del fascismo custodì i sogni dei lupetti

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Francesca, Emanuela, Marina e Margherita
GROTTAMMARE – Si è appena concluso il campo Scout del Branco “Roccia della Pace” del gruppo Grottammare 3. Mercoledì 26 luglio il gruppo ha intrapreso un viaggio alla scoperta di Jesi.
Dopo esser passati attraverso la porta della città, esserci stupiti dinanzi alla bellezza di Jesi e alla maestosità della statua di Federici II, siamo giunti davanti alla Cattedrale.
Incontro a noi è venuto un sacerdote che sembrava che ci stesse aspettando.
Quello che noi pensavamo fosse il parroco ci ha accolto affabilmente, chiedendoci da dove provenissimo e facendoci sentire subito accolti.
Tutti siamo rimasti molto stupiti dalla sua gentilezza e disponibilità.
Il sacerdote ci ha subito condotto in una splendida visita della Cattedrale, facendocela apprezzare sia sotto l’aspetto religioso che artistico.
Anche i lupetti hanno subito drizzato le orecchie per mettersi in ascolto.
Mentre ci parlava con nostro grande stupore abbiamo scoperto che era il Vescovo di Jesi, Mons. Gerardo Rocconi.
Grande è stata la meraviglia da parte di tutti noi.
Sua eccellenza ha illustrato a tutto il gruppo la storia e la bellezza del duomo.
In particolare ci ha colpito l’importante e imponente altare che era posizionato al termine della navata centrale.
Il Vescovo vedendoci incuriositi ci ha narrato una storia particolare e commovente che riguardava proprio la mensa Eucaristica della cattedrale.
Mons. Rocconi: “Durante il periodo del fascismo i gruppi Scout vennero aboliti e tutto il materiale doveva essere distrutto.
I capi del gruppo Scout di Jesi per paura di perdere tutto il lavoro fatto con i più piccoli decisero di nascondere i quaderni di caccia, su consiglio del vescovo di quel tempo, all’interno dell’altare.
Un giovane all’epoca quattordicenne rimase colpito dall’accaduto e fece così dei principi scout i suoi ideali di vita.
Al termine del fascismo, 20 anni dopo, recuperò i quaderni.
Grazie alla sua perseveranza i gruppi scout proliferarono a Jesi.
Oggi quel ragazzo ha più di ottant’anni, è divenuto non vedente ma è ancora molto attivo nello Scoutismo, perchè: Una volta Scout lo si è per sempre”.
Siamo rimasti tutti molto colpiti da questa storia, al termine della quale Sua Eccellenza ci ha impartito la Sua benedizione e ci ha augurato un campo all’insegna della comunità e dell’amicizia.
Ringraziamo calorosamente il Vescovo Rocconi per averci accolto e per aver condiviso con noi questa importante testimonianza che conserveremo nel nostro cuore.

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