San Benedetto, incontro con Don Mazzi “Dio Perdona con una carezza”

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Di Fernando Palestini

DIOCESI – L’incontro con don Antonio Mazzi, nell’ambito della XXXVI edizione degli Incontri con l’autore organizzata dal Comune di San Benedetto del Tronto e l’Associazione Culturale “I luoghi della scrittura”, svoltosi domenica sera alla Palazzina Azzurra ha aperto il cuore alla speranza ed alla fiducia alle tantissime persone intervenute.

Don Mazzi,  ha presentato il libro “Dio perdona con una carezza” – Il dizionario di papa Francesco -dove riprendendo le parole di Papa Francesco affronta una tematica particolare per ogni lettera dell’alfabeto con una serie di riflessioni, frutto della sua esperienza di prete di frontiera, molto vere che vanno al cuore dei problemi e delle persone.

Ha dialogato con l’autore il prof. Fernando Palestini, direttore dell’Ufficio cultura della Diocesi, che ha cercato di cogliere gli aspetti più profondi del libro cominciando dall’esperienza di don Mazzi invitato ad una celebrazione eucaristica con il papa a Santa Marta dove l’autore coglie uno degli elementi centrali di questo papa e cioè la sua grande spontaneità, semplicità ma al tempo stesso la capacità di essere profetico con i suoi gesti “è un Papa che sorride appena, che fa gesti semplici, però, dopo che l’hai visto, ti accorgi che non sei più quello di prima”.

Don Mazzi riprendendo il tema della povertà e della testimonianza concreta ha più volte richiamato le parole del papa ai nuovi Vescovi ed ai Cardinali “Siate vicini ai poveri, agli indifesi e a quanti hanno bisogno di accoglienza e di aiuto. Guardate i fedeli negli occhi, per guardare il cuore…..Episcopato è il nome di un servizio, non di un onore…Siate servitori. Di tutti: dei più grandi e dei più piccoli. Di tutti. Ma sempre servitore, al servizio”.

Nell’affrontare i vari temi oggetto del suo libro (come i giovani, il lavoro, la famiglia, la misericordia….) don Antonio ha più volte citato esempi di vita vissuta, storie di ragazzi, detenuti, tossicodipendenti, persone che hanno sbagliato, accolti nelle sue strutture sparse in tante parti dell’Italia e del mondo (Fondazione Exodus) testimoniando una vicinanza ai problemi dell’uomo che ritrova costantemente nel messaggio, nelle parole e nei gesti di papa Francesco vera luce in questo mondo spesso oscurato dalle tenebre. Don Mazzi sollecitato da alcune domande poste dal pubblico ha anche affrontato tematiche delicate come una maggiore e fattiva presenza delle donne nella Chiesa, il celibato dei sacerdoti, la vergogna dei preti pedofili.

La scelta dell’itineranza, di uno stile di vita sobrio, dell’operosità, dell’accoglienza rispettosa, dell’aiuto agli altri come modo per aiutare se stessi per don Antonio non sono solo valori proposti agli ospiti delle sue comunità ma sono indicati come prospettiva di cambiamento possibile per le nostre città e per il Paese.

Alla luce della sua esperienza, della sua vita vissuta cercando di lenire le ferite degli uomini e delle donne ha saputo trasmettere il desiderio di essere nel mondo, di vivere le sue contraddizioni, di aver fiducia nell’amore infinito di Dio, nella sua misericordia che è “una grande luce di amore, di tenerezza, perché Dio perdona non con un decreto, ma con una carezza”.

Il libro si chiude con quattro cantici che sono pieni delle emozioni scaturite dall’incontro con il pontefice a Santa Marta: Don Mazzi ha poi letto alcune strofe del Cantico del mite dedicate al Papa: “Ho visto il mite attraversare il fuoco senza bruciarsi. Ho visto il mite nella tempesta senza spaventarsi. Ho visto il mite scatenarsi nella guerra dei violenti mantenendo la propria dignità e la propria compostezza. Ho visto il mite, con la sua sconfinata disponibilità, smontare il fronte della prepotenza…..”.

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