Media: mons. Galantino (Cei), “speranza e fiducia accendono il motore della nostra azione di comunicatori”

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“Speranza e fiducia. Sono queste le due istanze che accendono il motore della nostra azione di comunicatori. Ancora di più in questo tempo afflitto da angoscia e paura e dal nostro effimero sintonizzarci sulle cattive notizie”. Lo scrive monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nell’editoriale dell’ultimo numero de “Il Telespettatore” (Aiart). “Papa Francesco ce lo chiede non solo attraverso le parole del Messaggio per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ma ogni giorno, testimoniando se stesso e una Chiesa che si fa madre amorevole e maestra saggia. Una Chiesa di Misericordia che si sforza di ricercare uno ‘stile comunicativo aperto e creativo’, lontana da protagonismi e predisposta alle soluzioni”. “Buona Notizia – sottolinea monsignor Galantino – vuol dire anche questo: contribuire a realizzare un umanesimo dove le relazioni siano ponti autentici e non opportunità di scontro, dove ogni persona si senta a casa dappertutto e soprattutto dove i più deboli vengano tutelati”. “Un umanesimo – aggiunge – dove anche l’informazione possa diventare uno strumento meraviglioso di comunicazione e non un nuovo potere da cui difendersi”. Quindi, prosegue il segretario generale della Cei, “come comunicatori siamo chiamati a un intenso lavoro di ricerca che non può essere fatto se non attraverso un umile esercizio dell’ascolto. ‘Siamo grandi – spiegava il beato Rosmini – perché siamo bisognosi’. Di capire proposte di media education, il suo proficuo lavoro formativo la rendono un punto di riferimento dell’universo associativo in materia di media e comunicazione”. E di questo “la Chiesa italiana non può che essere felice”. Monsignor Galantino esorta “ancora una volta – come ci chiede il Santo Padre – a non aver paura di comunicare la Buona Notizia. Comunicare non vuol dire soltanto parlare, scrivere, postare o mettere in scena. Ma anche fare silenzio e vivere la propria vita con e nel Signore Gesù Cristo”.

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