Ius soli: possibile l’ok dopo l’estate. Pd: il Governo non cadrà

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

“Il governo non si infrangerà sullo ius soli”. Tra Largo del Nazareno e Palazzo Chigi circola una doppia e convergente valutazione: approvare la nuova disciplina sulla cittadinanza dei minori stranieri ma evitare che sia la pietra tombale dell’esecutivo. Tradotto: il via libera definitivo potrebbe avvenire dopo l’estate. Il voto anticipato, adombrato ancora in queste ore, sembra destinato ad evaporare per l’ennesima volta. L’apposizione della fiducia, avvertono dall’esecutivo, è un dato tecnico. Ciò che conta è il numero di fiducie: che siano quattro, a testo invariato (salvando cioè la lettura doppia conforme), o una, con un maxi emendamento che modifichi de facto il testo, è invece il dato politico. In questo secondo caso, ci sarebbe bisogno di un ulteriore passaggio a Montecitorio. Difficile invece che si possa rinunciare in toto allo strumento della fiducia: significherebbe affrontare l’elevato numero di emendamenti (48mila solo dalla Lega) e il prevedibile nulla di fatto prima della pausa.
Lo scenario da molti evocato, tra Pd e Palazzo Chigi, porta a dopo l’estate. Il Consiglio dei ministri in una delle prossime sedute autorizzerà lo strumento della fiducia. Ma lo ius soli prima del 23-24 luglio non sarà in aula. Tra dl vaccini, dl Sud, dl banche, ddl comunitaria, trasferimento di Sappada e bilancio del Senato, il calendario di Palazzo Madama è pieno. Ci sarà tempo per limare le posizioni alla ricerca di un’intesa che porti avanti il ddl e tenga in piedi l’esecutivo. Lo show down tra favorevoli e contrari alla legge cadrebbe a fine mese. A quel punto, governo e Pd vogliono arrivare al voto in condizioni di sicurezza. La posizione dei centristi, drammatizzata in queste ore dal ministro degli affari regionali Enrico Costa, sara’ ovviamente presa in considerazione. E non è detto che il ricorso alla fiducia sul maxiemendamento non consenta di apporre alcune modifiche che il partito di Alfano chiede. Ma i centristi, convergono fonti di Pd e di governo, non potranno arrivare a bloccare il provvedimento. Se il testo fosse modificato, o se venisse approvato in maxiemendamento, sarà in ogni caso necessaria un’ulteriore lettura alla Camera. Che arriverebbe a questo punto dopo l’estate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *