Giffoni Film Festival: si rinnova anche quest’anno la “magia” del cinema per ragazzi

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Di Gigliola Alfaro

 

In programma a Giffoni Valle Piana (Sa), dal 14 al 22 luglio, ha per tema “Into the magic”. 4.600 giurati da 52 Paesi, 175 opere, 6 anteprime e 6 eventi speciali, 20 laboratori didattici e creativi, oltre 30 spettacoli e più di 200 eventi gratuiti, 15 incontri dedicati all’innovazione digitale: sono alcuni numeri del Festival. A Claudio Gubitosi, ideatore e direttore della kermesse, chiediamo di presentarci gli aspetti salienti della rassegna.

Direttore, il tema della 47ª edizione del Festival vuole rimandare alla magia di Giffoni o alla voglia dei ragazzi di evadere dalle difficoltà del mondo attuale?
I temi non li scegliamo noi ma i ragazzi, attraverso i social. Circa 170mila ragazzi su Facebook hanno scelto la magia. Abbiamo indagato per capire il perché: i ragazzi sentono forte la responsabilità del tempo, il disagio che vivono in famiglia e in classe, soprattutto l’orrore dei nostri giorni, essendo bombardati da informazioni spesso terribili. Per quelli più grandi c’è anche la consapevolezza di uno scenario attuale che non lascia ben sperare per il presente e il futuro.La magia, allora, come tentazione di evadere la realtà è la prima motivazione in assoluto. C’è poi il desiderio di essere un po’ dei “maghi”, come Harry Potter, per far scomparire le brutture e vivere in un mondo diverso, nel quale sognare anche l’impossibile.La magia, dunque, è un tema che si apre a tutte le riflessioni. Non manca, certo, la “magia” di Giffoni, perché al Festival trovano un mondo fatto di energie positive e di incontri con popoli, culture e religioni diverse, ma tutte in pace.

Da oltre 40 anni Giffoni indaga sulla condizione giovanile: come sono i cambiati i giovani in questo arco di tempo?

Giffoni è un osservatorio privilegiato sulla vita reale dei giovani.

Oggi i ragazzi sono molto più avanti rispetto al passato. Proprio la mancanza di futuro, l’assenza di prospettiva e, al tempo stesso, la possibilità di essere connessi, attraverso i nuovi mezzi, a tutto il mondo permettono loro di crescere più velocemente e di interrogarsi sulle problematiche attuali. Una difficile integrazione in famiglia, una scuola un po’ chiusa, una società incapace di rispondere alle loro domande, una disoccupazione altissima, crisi d’identità e crisi politiche, mancanza di esempi positivi e di rapporti umani diretti: sono i problemi reali dei giovani, che cercano, invece, ciò che è vero e bello. A Giffoni incontrano le buone pratiche e validi testimoni. A mio giudizio,

sono tre i pilastri della vita: si può fare, si deve fare e perché no?

Questo è anche il senso della Multimedia Valley?
Sì, quest’anno inaugureremo il primo lotto della Giffoni Multimedia Valley, dopo ben 16 anni di attesa. È un obiettivo raggiunto in Campania, che ci mostra che non c’è confine, muro, barriera che non si possa superare. Io ho sempre creduto in questo progetto. Per me è una grande emozione:

la Multimedia Valley sarà uno dei più grandi acceleratori di impresa per i giovani.

Tra il 2018 e il 2020 prevediamo 300 giovani al lavoro nelle arti, nei mestieri e nell’innovazione tecnologica. Andremo a scoprire tutte le nuove professioni, stipulando accordi con le Università.Tre i nostri obiettivi: formazione, produzione e innovazione. Giffoni in principio era un Festival, ma poi è stata un’illuminazione capire che un evento non può durare solo dieci giorni.Questa è un’epoca nuova: oggi Giffoni rappresenta la capacità d’impresa, a partire da un’idea. Oltre al Festival, vuole offrire opportunità anche lavorative e di crescita ai giovani.

Partirete subito con queste attività?
Dal 1° ottobre il primo lotto della Multimedia Valley andrà a regime. Ci saranno sale espositive per realizzare la prima cineteca al mondo per ragazzi e il Museo “Testimoni del tempo”, in cui esporremo dal proiettore utilizzato da Michelangelo Antonioni nei suoi primi film in superotto a tutta l’opera del premio Oscar Carlo Rambaldi.

L’anno prossimo avvieremo 25 start up, composta ciascuna da 5 o 6 giovani. Il primo obiettivo sarà realizzare un seriale di animazione a 3D sulle streghe di Benevento.

Intanto, continua l’impegno di Giffoni sul fronte sociale…

È un settore nel quale siamo impegnati sempre. Quest’anno avremo al Festival, il 21 luglio, Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale Bambino Gesù, e mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, in occasione della premiazione della serie televisiva “I ragazzi del Bambino Gesù”, trasmessa dalla Rai.

Come al solito, l’anteprima del Festival, il 10 luglio è stata dedicata per il terzo anno consecutivo, ai piccoli degenti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Per la prima volta è stato il Parco nazionale del Cilento a fare da cornice all’iniziativa. Abbiamo portato a Santa Maria di Castellabate, infatti, i bambini e le loro famiglie. L’appuntamento ha inaugurato il ricco calendario di eventi organizzati da Aura, l’espressione sociale del Giffoni Experience. Sono previsti protocolli, ad esempio, con Telefono Azzurro e con il ministero dell’Istruzione contro dispersione scolastica, cyberbullismo e bullismo.

Ci sono altre novità per l’edizione 2017?
Quest’anno abbiamo voluto dare

maggiore attenzione alle famiglie,

che avranno un cinema dedicato a loro e dove, in una sala ad hoc, potranno anche incontrare esperti che aiuteranno gli adulti nel loro ruolo di genitori. Nei prossimi anni contiamo di sviluppare l’aspetto intergenerazionale e il sostegno ai genitori.

Si avvicina il 50° di Giffoni: state già pensando a questo importante anniversario?
Sì, mi sono già rivolto alla Regione per chiedere che Giffoni, dopo aver cresciuto tante generazioni di ragazzi, possa diventare

bene immateriale patrimonio dell’umanità.

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