Papa: sindacato deve lottare “nelle periferie esistenziali”

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Zenit CONSTANCE ROQUES

La nostra società attuale non comprende il sindacato, “perché non lo vede abbastanza lottare nei luoghi dei ‘diritti del non ancora’”, vale a dire “nelle periferie esistenziali, tra gli scartati del lavoro”.

Lo ha affermato papa Francesco ricevendo questa mattina prima dell’Udienza generale in piazza san Pietro, i delegati della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) nell’Aula “Paolo VI” in Vaticano.,

La CISL è riunita in Congresso confederale da oggi, mercoledì 28 giugno 2017, fino al 1° luglio sotto il tema “Per la persona, per il lavoro”.

Nella sua allocuzione, il Pontefice ha sottolineato le due sfide storiche per i sindacati.

La prima è “la profezia”. Essa “riguarda la natura stessa del sindacato, la sua vocazione più vera”, ha spiegato Francesco. “Il sindacato nasce e rinasce tutte le volte che, come i profeti biblici, dà voce a chi non ce l’ha”, ha affermato.

Ma oggi, così ha osservato, “nelle nostre società capitalistiche avanzate il sindacato rischia di smarrire questa sua natura profetica, e diventare troppo simile alle istituzioni e ai poteri che invece dovrebbe criticare”.

La seconda sfida invece è “l’innovazione”. “Il sindacato non svolge la sua funzione essenziale di innovazione sociale se vigila soltanto su coloro che sono dentro” il sistema, cioè chi ha già un lavoro o invece è in pensione.

E’ solo “metà” del lavoro, ha detto Francesco. “La vostra vocazione è anche proteggere chi i diritti non li ha ancora, gli esclusi dal lavoro che sono esclusi anche dai diritti e dalla democrazia”, ha sottolineato, quindi in particolare i giovani, i malati, le donne e i migranti.

“Non c’è un sindacato buono che non rinasca ogni giorno nelle periferie, che non trasformi le pietre scartate dell’economia in pietre angolari”, ha aggiunto Francesco, che ha avuto anche parole dure per le “pensioni d’oro”, che ha definito “un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere”.

Nel suo discorso il Papa ha anche chiesto un “nuovo patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare”. “E’ una società stolta e miope — ha dichiarato Francesco — quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti.”

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