Parrocchia San Niccolò in Udienza dal Papa per i 20 anni di sacerdozio di don Alfredo

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ACQUAVIVA PICENA – Mercoledì, 21 giugno, è stato il ventesimo anniversario di ordinazione presbiterale di don Alfredo Rosati. Il parroco di Acquaviva ha voluto celebrare questo speciale anniversario organizzando una giornata per i propri parrocchiani a Roma e, con l’occasione, partecipare all’udienza settimanale con Papa Francesco. Arrivati nei pressi di Città del Vaticano, il gruppo si è diretto in piazza San Pietro e, dopo aver passato i controlli di routine, si è accomodato in attesa dell’inizio dell’udienza. Il Santo Padre non si è fatto attendere molto; al suo arrivo la folla si è alzata in piedi e in molti sono saliti sulle sedie o si sono avvicinati alle transenne per poter seguire il suo consueto percorso tra i settori e poterlo salutare. Durante il suo discorso, Papa Francesco ha richiamato tutti alla santità, cioè a seguire l’esempio della “moltitudine dei testimoni”, come i santi vengono definiti nella Lettera agli Ebrei, una compagnia di fratelli e sorelle maggiori che vivono per sempre nell’abbraccio di Dio, dopo essere passati per la nostra stessa strada, vivendo le nostre stesse fatiche. In ogni momento della vita esiste la mano di Dio e anche la discreta presenza di tutti i credenti che ci hanno preceduti con il segno della fede:”Dio non ci abbandona mai – ha detto il Santo Padre – ogni volta che ne avremo bisogno verrà un suo angelo a risollevarci e a infonderci consolazione; angelo, qualche volta, con un volto e un cuore umano perché i santi di Dio sono sempre qui, nascosti in mezzo a noi”. Parlando dell’invocazione dell’intercessione dei santi durante la celebrazione del sacramento del matrimonio, Papa Francesco,  con la semplicità e la schiettezza che lo contraddistinguono dall’inizio del suo pontificato, ha detto:”Chi ama veramente ha il desiderio e il coraggio di dire ‘per sempre’, ma sa di avere bisogno della grazia di Dio e dell’aiuto dei santi per poter vivere la vita matrimoniale per sempre, non, come alcuni dicono, finché dura l’amore. Al contrario è meglio che non ti sposi. O per sempre o niente”.

Al termine dell’udienza, il gruppo si è radunato all’esterno della piazza dove, con grande emozione, due acquavivani hanno raccontato di aver avuto, grazie ad una serie di circostanze fortuite, la possibilità di un contatto diretto con il pontefice che con sguardo infinitamente amorevole ha lasciato una carezza e una benedizione ad entrambi.

Dopo aver pranzato, don Alfredo, con i suoi parrocchiani, si è recato presso la cappella della Madonna della Fiducia, al Pontificio Seminario Romano Maggiore, per la celebrazione della messa per il suo ventesimo anniversario. L’omelia del parroco è partita dalla riflessione su una frase di San Paolo, nella Seconda lettera ai Corinzi, ‘Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia’. Non è importante quanto facciamo, ma che facciamo avendo nel cuore l’intenzione di Dio; è questo che fa trasparire la vera gioia dalle nostre azioni, dando ad esse grande valore, mentre la tristezza viene quando facciamo le cose aspettandoci, in maniera più o meno velata, una ricompensa che non sempre c’è. San Paolo dice, inoltre, che dobbiamo fare in modo che la Parola porti frutto, ma è il Signore che decide i frutti e che sceglie i terreni e tutto quello che facciamo di buono non ha valore se non c’è prima una comunione con il Signore, quindi bisogna curare anche l’aspetto spirituale della nostra vita. Terminata l’omelia, don Alfredo ha consegnato ai partecipanti un segnalibro con una frase che lo ha particolarmente colpito: Essere fedeli è rialzarsi sempre e sempre camminare di M. Quoist e dopo il dono della Parola di don Alfredo ai parrocchiani, i parrocchiani hanno voluto consegnare un dono concreto al proprio parroco, un piccolo pensiero per la sua festa.

La giornata si è conclusa con una passeggiata per il centro di Roma per un gelato, offerto dal parroco, e qualche spesa, prima di riprendere l’autobus per tornare a casa.

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