Monache Clarisse: ” Non siamo persi di vista ma sempre assistiti dalla cura amorosa di un Dio che è Padre”

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DIOCESI – Lectio delle Monache Clarisse del monastero Santa Speranza in San Benedetto del Tronto sulle letture di domenica 25 giugno.

La prima lettura di questa domenica ci presenta l’esperienza di Geremia, profeta legato alla sua patria, al suo popolo, alla sua religione, ai suoi affetti ma che, nella sua missione di annuncio della Parola del Signore, si trova ad essere vessato, fustigato da tutti, coperto di ignominia, denunciato da parenti e amici, processato, torturato, maledetto. Tutto ciò diventa un “pane quotidiano” così penoso e amaro per quest’uomo, da costringerlo ad implorare costantemente e con ansia il Signore affinché si faccia sentire vicino e gli procuri qualche rassicurazione. La fedeltà alla vocazione è per Geremia una conquista quotidiana che conosce dubbi, incertezze, crisi e che talora pesa come una maledizione, soprattutto quando sperimenta il silenzio di Dio, un Dio che appare lontano e indifferente. Forse è questo lo stato d’animo degli stessi discepoli di Gesù, che dopo essere stati chiamati e inviati alla missione, ora sono dal Signore stesso istruiti ed esortati, preparati ad affrontare prove e persecuzioni. Il mandato di Gesù non garantisce necessariamente ai discepoli il successo, così come non li mette al riparo dal fallimento e dalle sofferenze. Per cui essi debbono mettere in conto la possibilità del rifiuto, come la possibilità e perfino l’inevitabilità della persecuzione.  Ma cosa leggiamo nel Vangelo odierno? «Non abbiate paura…non abbiate paura…non abbiate dunque paura…»: per ben tre volte Gesù fa risuonare, forte, questo invito ad aver fiducia nell’assistenza del Padre e a vivere la comunione con lui. Nella difficoltà della testimonianza, la sollecitudine del Padre è l’unica certezza che, come discepoli, conserviamo nel crollo di tutte le altre sicurezze. Non siamo persi di vista ma sempre assistiti dalla cura amorosa di un Dio che è Padre. E’ lui la vera “assicurazione” sulla vita: assicurazione non di successo, non di vittoria, non di invulnerabilità ma di una fedeltà, di una compagnia, di una amicizia in cui, ogni istante, possiamo trovare rifugio.

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