Celani: “Un Patto per il Piceno, l’area di crisi urge di interventi mirati e concreti”

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Di Fernando Ciarrocchi

Pubblichiamo la seconda parte dell’intervista al Consigliere Regionale Ing. Piero Celani (FI).
La prima: 
A tu per tu con il consigliere regionale Piero Celani

Ing. alcune tra le più cogenti priorità del piceno: la sanità, la disoccupazione giovanile, la viabilità, quali risposte?

Non la prendiamo alla lontana. Negli ultimi sei mesi la sanità ha subìto scippi su scippi: la radioterapia è stata destinata all’ospedale di Macerata, il 118 ad Ancona, i laboratori analisi degli ospedali di San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno anch’essi al polo ospedaliero di Torrette. Mi domando: l’ospedale dorico di Torrette è già il nosocomio unico tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto? Stanno trasformando, smembrando pezzo dopo pezzo, l’attuale Area Vasta 5 in un magazzino. Volgendo lo sguardo indietro, con rammarico constatiamo che la sanità marchigiana meridionale non ha avuto la dovuta e giusta tutela nonostante abbia avuto la figura istituzionale del Vice-Presidente della Giunta Regionale.

La zona industriale di Ascoli Piceno ?
Supportare le aziende, quindi il locale mondo produttivo, con i vecchi e famigerati finanziamenti pubblici a pioggia è impensabile e anacronistico.
La nostra Area di crisi urge di investimenti shock in opere pubbliche. Prevedere una somma di 200 milioni di euro per realizzare laddove non c’è e potenziare dove è già operativa la banda larga, la viabilità con nuovi collegamenti viari che colleghino l’entroterra con la costa, le valli e con le principali arterie viarie di comunicazione.
E’ sugli assi viari che si generano progresso e sviluppo.

Concretamente, ingegnere, come fare tutto questo? Da dove partire?
Il Governo centrale ha il dovere di pensare e realizzare un Patto per Le Marche quindi anche per il Piceno. È’ urgente avere una zona con fiscalità agevolata che riduce il costo del lavoro: meno oneri contributivi per rilanciare l’occupazione, soprattutto giovanile e attrarre nuovamente l’interesse delle multinazionale ad investire nel territorio con nuovi insediamenti produttivi, il tutto con patti chiari per un rilancio a 360° del nostro territorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *