“Dio non lega neppure la sua benevolenza alla nostra conversione”

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ZENIT – di Anita Bourdin

“Dio non lega neppure la sua benevolenza alla nostra conversione.” Lo ha affermato papa Francesco nel corso della sua catechesi di mercoledì 14 giugno, dedicata al tema “Figli amati, certezza della Speranza”, nella quale ha anche ricordato le parole di San Paolo nella sua Lettera ai Romani: “Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (5,8).

La conversione nasce infatti dall’esperienza dell’amore. Per cambiare il cuore di una persona infelice, “bisogna anzitutto abbracciarla”, cioè “farle sentire che è desiderata”, ha proseguito il Pontefice, sottolineando il principio “amore chiama amore”.

“Gesù non è morto e risorto per sé stesso, ma per noi, perché i nostri peccati siano perdonati. È dunque tempo di risurrezione per tutti”, ha continuato. “Soffia qui, sui nostri visi, un vento di liberazione. Germoglia qui il dono della speranza”, ha aggiunto Francesco.

“Nessuno di noi può vivere senza amore”, ha esclamato il Santo Padre, mentre si è soffermato sulle profonde ferite causate dalla mancanza di amore. “Dietro tanti comportamenti apparentemente inspiegabili si cela una domanda: è possibile che io non meriti di essere chiamato per nome, cioè di essere amato? Perché l’amore sempre chiama per nome …”, ha spiegato Francesco.

Ma per fortuna c’è l’amore di Dio, che Francesco ha definito “anticipante e incondizionato”. Infatti, ha ricordato il Papa, “Dio ama per primo”, e “non ci ama perché in noi c’è qualche ragione che suscita amore”, ma perché “Egli stesso è amore, e l’amore tende per sua natura a diffondersi, a donarsi”.

Per capire l’amore di Dio si può pensare all’amore spesso incondizionato di un genitore, in particolare di una madre, che ama il proprio figlio, anche quando è peccatore ed è finito ad esempio dietro le sbarre, ha dichiarato il Pontefice.

“Una madre non chiede la cancellazione della giustizia umana, perché ogni errore esige una redenzione, però una madre non smette mai di soffrire per il proprio figlio. Lo ama anche quando è peccatore”, ha ribadito. “Dio fa la stessa cosa con noi: siamo i suoi figli amati!”

Un gruppo di ammalati ha seguito l’odierna udienza su maxischermi nell’Aula “Paolo VI”, “perché non soffrano tanto il caldo”, ha spiegato il Papa. “Ci collega lo Spirito Santo — ha aggiunto — che è colui che fa sempre l’unità.”

Il testo integrale della catechesi è disponibile qui.

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