Diocesi: articolo – intervista per la Festa dello Spirito Santo

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Luigi, come nasce la Festa dello Spirito Santo diocesana?

La Festa dello Spirito Santo nasce, in Diocesi, nel 2008 come risposta all’invito di San Giovanni Paolo II espresso in occasione dell’udienza privata concessa ai responsabili nazionali del Rinnovamento nello Spirito Santo il 14 marzo 2002: «Auspico di cuore che il Rinnovamento nello Spirito sia nella Chiesa una vera “palestra” di preghiera, di ascesi, di virtù e di santità… Nel nostro tempo, avido di speranza, fate conoscere ed amare lo Spirito Santo. Aiuterete allora a far sì che prenda forma quella “cultura della Pentecoste”, che sola può fecondare la civiltà dell’amore e della convivenza tra i popoli. Con fervente insistenza, non stancatevi di invocare: Vieni, o Santo Spirito! Vieni! Vieni!».

Perché una festa proprio dedicata allo Spirito Santo?

La Beata Elena Guerra, “apostola della devozione allo Spirito Santo” (San Giovanni XXIII), scrisse nella sua prima lettera a Papa Leone XIII: «Santo Padre, … si raccomandano tutte le devozioni, ma di quella devozione, che secondo lo Spirito della Chiesa, dovrebbe essere la prima, si tace. Si fanno tante Novene, ma quella novena che, per ordine del Salvatore medesimo, fu fatta anche da Maria Santissima e da tutti gli Apostoli, è ora quasi dimenticata. Si lodano dai Predicatori tutti i Santi, ma una predica in onore dello Spirito Santo, che è quello che forma i Santi, quando mai si ascolta?… Dunque, o Santo Padre, voi solo potete far sì che i Cristiani tornino allo Spirito Santo, affinché lo Spirito Santo torni a noi… e ci conceda il sospirato rinnovamento della faccia della terra» (17 aprile 1895). Il 5 giugno di quello stesso anno Papa Leone XIII indirizzò ai Vescovi di tutto il mondo il Breve “Provida Matris” per raccomandare a tutti i cattolici la novena allo Spirito Santo, in preparazione alla festa di Pentecoste.

Nel 1896 Suor Elena Guerra suggerì al Papa di rendere concreto l’impegno del Breve emanato: «Padre Santo, fate presto a chiamare nel Cenacolo i fedeli…». Anche questa volta il suo desiderio fu esaudito perché, dapprima con l’Enciclica “Divinum Illud Munus” sullo Spirito Santo (9 maggio 1897) e, successivamente, con la Lettera “Ad fovendum in christiano populo” sulla devozione del popolo cristiano verso la sua divina Persona (18 aprile 1902), stabilì la celebrazione in onore dello Spirito Santo di una speciale novena, volta in particolar modo ad ottenere il bene dell’unità tra i cristiani (“ad maturandum Christianae unitatis bonum”).

Dietro suggerimento di Suor Elena, Papa Leone XIII decise anche di dedicare il nascente XX secolo allo Spirito e lo fece cantando solennemente, il 1° gennaio 1901, a nome della Chiesa intera, l’inno del “Veni Creator Spiritus”.

Il Papa dell’Enciclica “Rerum Novarum” (15 maggio 1891) era anche il Papa della devozione allo Spirito Santo, che sapeva a quale fonte bisognava attingere l’energia per realizzare il vero bene, anche a livello sociale. A quella stessa fonte ha inteso richiamare l’attenzione dei cristiani del nostro tempo San Giovanni Paolo II con l’Enciclica “Dominum et vivificantem” (18 maggio 1986).

Anche noi, come gli Apostoli, siamo chiamati a ritornare nel Cenacolo, per fare esperienza di una nuova intimità con il Signore, in modo particolare facendo ricorso all’adorazione, alla lode, all’intercessione, e per invocare una nuova manifestazione dello Spirito Santo nella Chiesa e nel mondo: è Lui il “fuoco” di Dio; è Lui che brucia in noi; è Lui che rende le nostre lingue “infuocate”, irresistibili nell’annunzio del Vangelo. E dal Cenacolo fare ritorno nel mondo, per gridare la gloria di Dio, passando di cuore in cuore, di misericordia in misericordia, partendo dai piccoli e dagli ultimi, con parole nuove «non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali» (1Cor 2,13).

Quali saranno gli appuntamenti principali?

Il Rinnovamento nello Spirito Santo, iniziato ieri nella nostra Diocesi, propone fino al 10 giugno c.a. la ”FESTA DELLO SPIRITO SANTO N. 10 ..E LODE!”, con il seguente programma:

  • martedì 6 giugno 2017, ore 21.15, Sala Blu – Parrocchia San Filippo Neriin San Benedetto del Tronto: Celebrazione Ecumenica della Parola di Dio con Rappresentanti di diverse Chiese Cristiane. Sarà presente anche l’attore e poeta Salvo Lo Presti;
  • mercoledì 7 giugno 2017ore 21.15, Teatro San Filippo Neri in San Benedetto del Tronto: serata di approfondimento sul tema: ”#il futuro non crolla” (Unicam, sisma del 26 ottobre 2016). “Anche se qualche volta sembra che crolli tutto, non crolla niente! Perché Dio non perde battaglie” (San Josemaria Escrivà). Riflessioni sulle distruzioni causate dal terremoto nelle Marche e nel Centro Italia, sulla resistenza e sulla speranza operosa per la ricostruzione. Interverranno, tra gli altri, Carlo Bresciani, Vescovo diocesano, il prof. Flavio Corradini, Rettore dell’Università degli Studi di Camerino, ed il prof. don Andrea Andreozzi, docente di Sacra Scrittura – Lingue Bibliche presso l’Istituto Teologico Marchigiano;
  • giovedì 8 giugno 2017, ore 21.15, Chiesa Regina Pacisin Centobuchi di Monteprandone: ”Roveto Ardente della Gioia” sul tema: “In Cristo si dà lo Spirito senza misura, in noi solo una micromisura: in ognuno una goccia, nella Chiesa l’oceano” (S. Giovanni Crisostomo). Sarà presente Don Andrea Leonesi, Assistente Spirituale del RnS Marche;
  • sabato 10 giugno 2017, ore 21.15, Sala Giovanni Paolo II– Parrocchia Sacro Cuore in Centobuchi di Monteprandone: ”…e ‘l primo amore” – IL PRIMO AMORE NON TI DIMENTICA MAI: incursioni nella Divina Commedia alla ricerca della fonte e del senso dell’Amore. Una straordinaria esperienza di evangelizzazione curata dal  Gregorio Vivaldelli, teologo e biblista di fama internazionale, attraverso una particolare e seducente rilettura della Divina Commedia. Saranno presenti all’incontro Rappresentati delle Istituzioni politiche ed amministrative locali.

Perché un lettore dovrebbe venire a uno dei momenti proposti? 

La Pentecoste non appartiene a ieri: la fede è sempre l’oggi di Dio. Ogni Pentecoste che festeggiamo è sì tempo di rendimento di grazie e di invocazione di una nuova effusione di doni e carismi, ma è, anzitutto, un prendere nuova coscienza della presenza e dell’azione dello Spirito nella Chiesa e nel mondo.

Noi tutti siamo gli uomini e le donne dello Spirito. La nostra vita deve soffiare e diffondere il vento dello Spirito, ancora più forte, perché ogni mancanza del Cristo vivo sia colmata.

Quante brutture, quanti luoghi anonimi e decadenti, quante persone che sopravvivono a falsi stili di vita ci indicano l’assenza dello Spirito di Dio intorno a noi. Quanti deficit d’amore nella cultura, nella politica, nell’economia, nella nostra vita familiare e sociale. Per questo Pentecoste ritorna. Per questo Pentecoste non finisce!

Il mistero della Pentecoste, la sua attualità, il suo divenire, non è il tempo circoscritto ad una festa, ad una preghiera, ad una funzione liturgica. Lo Spirito Santo è sempre lo spazio infinito del desiderio e dell’attesa.

Talvolta, nella nostra vita cristiana, abbiamo un senso di pienezza, riteniamo di fare già tanto. Eppure lo Spirito del Signore può fare qualcosa di più, di meglio, di nuovo nella nostra vita. Questa Pentecoste che viene ci segni con una novità spirituale, quella che con fede chiederemo, con speranza attenderemo, con carità testimonieremo. È sarà una nuova, indimenticabile, Pentecoste!

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