Cinema Margherita: “Cuori puri” di Roberto De Paolis e “Fortunata” di Sergio Castellitto

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CUPRA MARITTIMA – Il Cinema Margherita di Cupra Marittima da giovedì 1° a lunedì 5 giugno propone:

  • Cuori puri di Roberto De Paolis, con Selene Caramazza, Simone Liberati, Barbora Bobulova, Stefano Fresi, Edoardo Pesce. Il film è stato selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2017.
  • Fortunata di Sergio Castellitto, con Jasmine Trinca, Stefano Accorsi, Alessandro Borghi, Edoardo Pesce, Hanna Schygulla. Il film è stato presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2017.

Cuori puri: Agnese e Stefano sono molto diversi. Lei, 17 anni, vive sola con una madre dura e devota, frequenta la chiesa e sta per compiere una promessa di castità fino al matrimonio. Lui, 25 anni, è un ragazzo violento e dal passato difficile che lavora come custode in un parcheggio di macchine che confina con un grande campo rom. Quando si incontrano nasce un sentimento vero, fatto di momenti rubati e di reciproco aiuto. Il desiderio l’uno dell’altra cresce sempre di più, fino a quando Agnese, convinta di aver tradito i suoi ideali, prende una decisione estrema nella speranza di poter cancellare il peccato commesso. (www.trovacinema.it)

“Era da tempo che non compariva sugli schermi un’opera prima così intensa e così carica di un realismo che si fa cinema ad ogni inquadratura.
A partire dall’inseguimento iniziale: una corsa in cui Stefano, addetto al controllo in un centro commerciale, insegue Agnese che ha rubato un cellulare di scarso valore. È il loro primo incontro ma non è l’inizio di un idillio. È solo il prologo di un percorso irto di ostacoli. Perché il microcosmo che li circonda non è loro di aiuto. De Paolis si libera da tutti i presunti doveri del politically correct, quelli per intendersi, che fanno gridare allo scandalo gli ipocriti che vorrebbero dipingere la realtà così come non è. In questo film i rom non sono tutti buoni così come gli sfrattati non sono solo vittime e le buone intenzioni non necessariamente conducono a quella Verità che potrebbe farci liberi.
Agnese è chiusa in una gabbia che non ha pareti ma che, grazie a una madre ossessionata da una religiosità pervasiva, la rinchiude apparentemente senza via di scampo. Questo senza che ci sia la necessità di rappresentare l’ambito parrocchiale come un luogo retrogrado e conservatore. Don Luca è un sacerdote che crede sinceramente a ciò che propone ai ragazzi, ne conosce le difficoltà in senso generale ma non entra mai in una dinamica di comprensione del singolo se non per una reprimenda sul furto.
D’altro canto le sirene del sottobosco malavitoso fanno ancora sentire il loro richiamo a Stefano. I due però hanno la forza (e la straordinaria interpretazione di Selene Caramazza e Simone Liberati ce ne offre con grande adesione ogni minima sfaccettatura) di conservare quella pulizia interiore che va oltre la conservazione di una verginità fisica. I loro sono cuori puri perché hanno già sperimentato gli ostacoli di una società che, con una metafora efficace anche sul piano visivo, vorrebbe ‘parcheggiarli’ al limine di una società complessa e potenzialmente pericolosa. Agnese guardata a vista da una gentile ma ferrea carceriera e Stefano costretto a fare la guardia mentre chi gli si propone come amico lo vorrebbe ladro. De Paolis li segue con uno sguardo partecipe illuminando lo schermo con squarci di vita.” (Giancarlo Zappoli – mymovies.it)

Fortunata: Fortunata ha una vita affannata, una bambina di otto anni e un matrimonio fallito alle spalle. Fa la parrucchiera a domicilio, parte dalla periferia dove abita, attraversa la città, entra nelle case benestanti e colora i capelli delle donne. Fortunata combatte quotidianamente con determinazione per conquistare il proprio sogno: aprire un negozio di parrucchiera sfidando il suo destino, nel tentativo di emanciparsi e conquistare la sua indipendenza e il diritto alla felicità. Fortunata sa che per arrivare fino in fondo ai propri sogni bisogna essere fermi: ha pensato a tutto, è pronta a tutto, ma non ha considerato la variabile dell’amore, l’unica forza sovvertitrice capace di far perdere ogni certezza. Anche perché, forse per la prima volta, qualcuno la guarda per la donna che è e la ama veramente. (www.trovacinema.it)

“La forza del film è invece la regia di Castellitto: fisica, muscolare, “inzugliona”, irrequieta, affamata di vita, trafelata come la protagonista che va di fretta anche se non sa dove andare (a parare), bulimica, aggressiva, gioiosa e indisciplinata come Fortunata, di cui nelle scene iniziali non sentiamo la voce né vediamo la faccia, tronco di donna in perenne movimento incanalata lungo un corridoio, affannata a raccogliere da ogni stanza i pezzi che servono a comporre quel puzzle domestico utile a dare alla propria figlia il senso di completezza che, a quel tronco di donna, manca visibilmente. […]
Fortunata e sua figlia sono i ruoli più riusciti, anche grazie a due interpretazioni eccezionali: quella di Nicole Centanni nei panni di Barbara, e quella di Jasmine Trinca, in lotta con la vita, contradditoria, coraggiosa e spaventata, una donna che mangia, tocca, si sporca, fa sesso, cade, si rialza, corre, crolla addormentata, suda e ride. Fortunata è bellissima nel suo inarginabile istinto vitale e sensuale, proprio quello che Franco vorrebbe sopprimere e che Patrizio non riesce a contenere. In questo senso è l’eterno femminino, simbolo atavico di potere da soffocare per la sua valenza incendiaria. Fortunata è una parabola sulla libertà declinata al femminile, e racconta la spoliazione progressiva di tutto ciò che lega una donna ai suoi “doveri” fino a non avere più niente da perdere, unica posizione di forza concessa a un prigioniero. Il suo specchio è Lotte, la madre di Chicano, ex attrice di successo (dunque simbolo di una femminilità strutturata per piacere) autorizzata solo dalla vecchiaia e dalla malattia a spalancare quelle porte che, in gioventù e in salute, doveva tenere chiuse. E Hanna Schygulla, nel suo breve cammeo, è un passaggio di Grazia, l’attraversamento leggero di un confine a lungo subìto e ora, finalmente, permeabile.” (Paola Casella – mymovies.it)

Anche per la stagione 2016-2017 il Cinema Margherita propone la Tessera Acec Marche. La tessera costa € 5, permette di avere 5 ingressi ridotti, più uno in omaggio, ed è utilizzabile in tutte le Sale Acec Marche.

Ingressi: € 6,50 interi, € 5,00 ridotti

Ingresso universitari: € 4,00

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