“La Chiesa esiste per annunciare il Vangelo”

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ZENIT / di Paul De Maeyer

La festa dell’Ascensione di Gesù al cielo, che in vari Paesi del mondo, fra cui Italia, si celebra oggi, domenica 28 maggio 2017, “ci svela perché esiste la Chiesa”.

“Esiste — ha sottolineato papa Francesco nella sua catechesi prima della recita del Regina Caeli — per annunciare il Vangelo, solo per quello!” “E anche, la gioia della Chiesa è annunciare il Vangelo”, ha aggiunto il Pontefice, ricordando che la Chiesa “siamo tutti noi battezzati”.

“Oggi siamo invitati a comprendere meglio che Dio ci ha dato la grande dignità e la responsabilità di annunciarlo al mondo, di renderlo accessibile all’umanità”, ha proseguito Francesco, definendo questo aspetto “il più grande onore” di tutti i battezzati. Con lo sguardo al cielo, ha suggerito il Pontefice, è “la nostra missione di testimoniare e vivere il Vangelo in ogni ambiente”.

All’inizio della sua riflessione domenicale, il Papa si è soffermato sulla scena dell’ultimo saluto di Gesù ai suoi discepoli. Anche se alcuni di loro sono “ancora dubbiosi”, proprio “a questa comunità spaurita, Gesù lascia il compito immenso di evangelizzare il mondo”.

L’Ascensione — ha spiegato il Papa — costituisce infatti la conclusione della missione del Figlio e l’inizio della prosecuzione di tale missione da parte della Chiesa, che però non è sola: “godrà ogni giorno dell’assistenza del Signore risorto”, ha promesso Gesù.

Infatti, ha spiegato papa Francesco, “soltanto con la luce e la forza dello Spirito Santo noi possiamo adempiere efficacemente la nostra missione di far conoscere e sperimentare sempre più agli altri l’amore e la tenerezza di Gesù.”

Riportiamo di seguito il testo completo della catechesi di papa Francesco prima del Regina Caeli.

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi, in Italia e in altri Paesi, si celebra l’Ascensione di Gesù al cielo, avvenuta quaranta giorni dopo la Pasqua. La pagina evangelica (cfr Mt 28,16-20), quella che conclude il Vangelo di Matteo, ci presenta il momento del definitivo commiato del Risorto dai suoi discepoli. La scena è ambientata in Galilea, il luogo dove Gesù li aveva chiamati a seguirlo e a formare il primo nucleo della sua nuova comunità. Adesso quei discepoli sono passati attraverso il “fuoco” della passione e della risurrezione; alla vista del Signore risorto gli si prostrano davanti, alcuni però sono ancora dubbiosi. A questa comunità spaurita, Gesù lascia il compito immenso di evangelizzare il mondo; e concretizza questo incarico con l’ordine di insegnare e battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (cfr v. 19).

L’Ascensione di Gesù al cielo costituisce perciò il termine della missione che il Figlio ha ricevuto dal Padre e l’avvio della prosecuzione di tale missione da parte della Chiesa. Da questo momento, dal momento dell’Ascensione, infatti, la presenza di Cristo nel mondo è mediata dai suoi discepoli, da quelli che credono in Lui e lo annunciano. Questa missione durerà fino alla fine della storia e godrà ogni giorno dell’assistenza del Signore risorto, il quale assicura: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (v. 20).

E la sua presenza porta fortezza nelle persecuzioni, conforto nelle tribolazioni, sostegno nelle situazioni di difficoltà che incontrano la missione e l’annuncio del Vangelo. L’Ascensione ci ricorda questa assistenza di Gesù e del suo Spirito che dà fiducia, dà sicurezza alla nostra testimonianza cristiana nel mondo. Ci svela perché esiste la Chiesa: la Chiesa esiste per annunciare il Vangelo, solo per quello! E anche, la gioia della Chiesa è annunciare il Vangelo. La Chiesa siamo tutti noi battezzati. Oggi siamo invitati a comprendere meglio che Dio ci ha dato la grande dignità e la responsabilità di annunciarlo al mondo, di renderlo accessibile all’umanità. Questa è la nostra dignità, questo è il più grande onore di ognuno di noi, di tutti i battezzati!

In questa festa dell’Ascensione, mentre rivolgiamo lo sguardo al cielo, dove Cristo è asceso e siede alla destra del Padre, rafforziamo i nostri passi sulla terra per proseguire con entusiasmo e coraggio il nostro cammino, la nostra missione di testimoniare e vivere il Vangelo in ogni ambiente. Siamo però ben consapevoli che questa non dipende prima di tutto dalle nostre forze, da capacità organizzative e risorse umane. Soltanto con la luce e la forza dello Spirito Santo noi possiamo adempiere efficacemente la nostra missione di far conoscere e sperimentare sempre più agli altri l’amore e la tenerezza di Gesù.

Chiediamo alla Vergine Maria di aiutarci a contemplare i beni celesti, che il Signore ci promette, e a diventare testimoni sempre più credibili della sua Risurrezione, della vera Vita.

 

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