Pastorale giovanile: Snpg (Cei), un sussidio per arrivare al Sinodo 2018

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“Un sussidio che, attraverso 10 schede, intende favorire un discernimento comunitario o di gruppo intorno alle prassi della pastorale giovanile che stiamo offrendo, vivendo, condividendo con i giovani”. A proporlo è il Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg) in vista del tempo di discernimento pastorale che si aprirà a settembre e che porterà al Sinodo dei giovani del 2018. “Si tratta – spiega il responsabile del Snpg, don Michele Falabretti – di recuperare la finalità che ha sostenuto il nostro fare e che magari si è un po’ sfilacciata nel tempo, dall’altra di recuperare uno sguardo presente e concreto su di noi adulti e sui giovani, per sfuggire la tentazione di una visione astratta e precostituita. Dis-cernimento significa letteralmente scegliere separando. E separare vuol dire riorganizzare i pensieri e le parole, rimettere a posto dopo aver tirato prima tutto fuori”. Il sussidio porta il titolo di “Considerate questo tempo. Discernere la Pastorale giovanile tra fede e vocazione” e offre dieci schede per un percorso di discernimento “che vuole arrivare in profondità. Tale strumento è stato presentato negli incontri di primavera durante gli appuntamenti interregionali. Si rivolge – aggiunge don Falabretti – alle consulte diocesane, ai consigli pastorali diocesani e parrocchiali, alle équipe di educatori, ai formatori di congregazioni religiose, associazioni, movimenti e altre realtà ecclesiali che hanno uno sguardo e una responsabilità particolare sulle effettive pratiche di pastorale giovanile vocazionale in Italia oggi”. Ogni scheda può essere utilizzata ciascuna indipendentemente dalle altre. “Ogni scheda è caratterizzata da una parola-chiave evocativa che orienta il pensiero e la ricerca, ma che lascia anche larga la condivisione e la relativa rilettura. Le parole non sono mutuate da un lessico pastorale, ma dalle parole di tutti i giorni. Solo l’ultima parola che compone la sfera lessicale ricompone l’intera ricerca alla luce del Vangelo e della vita cristiana. L’auspicio – conclude il responsabile – è che il Sinodo porti frutto anzitutto nelle chiese locali”.

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