Messico: vescovi, “appoggio e solidarietà” ai giornalisti di fronte a violenza e attacchi

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MESSICO – “Appoggio e solidarietà” verso i giornalisti messicani, “di fronte alla situazione di violenza e agli attacchi ricevuti nell’esercizio della loro professione” è stata espressa dalla Conferenza episcopale messicana (Cem) in un comunicato firmato dal segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, vescovo ausiliare di Monterrey. La nota ricorda con le parole di Francesco il ruolo di grande importanza e responsabilità dei giornalisti, visti dal Papa come “elemento fondamentale per la vitalità di una società libera e plurale”. Prosegue il comunicato della Cem: “Ci uniamo in preghiera perché il Signore Gesù dia consolazione e allevi la sofferenza e le preoccupazioni che oggi coinvolgono tutta la categoria professionale, che prova paura nel portare avanti il proprio compito. Siamo infatti coscienti che l’aggressione viene oggi diretta alle persone che si occupano di comunicazione in generale: reporter, video-operatori, editori, direttori e altri”. Secondo mons. Miranda “l’odio e il rancore non devono essere protagonisti”, e i giornalisti sono perciò esortati “a proseguire nel loro lavoro con impegno in favore della costruzione della pace nella nostra nazione. Siamo coscienti che solo attraverso azioni di solidarietà è possibile sanare le ferite della società”.

Al tempo stesso, “confermiamo il nostro accompagnamento spirituale alle famiglie delle vittime di coloro che sono stati vittime di aggressioni, estorsioni, sequestri e assassini a causa di quanto hanno realizzato attraverso la loro attività informativa, come conseguenza del deterioramento del tessuto sociale che impera nel nostro Paese. Davanti a Dio nessuno realizza un piccolo lavoro, soprattutto quando si tratta di cercare e diffondere la verità”. Infine, un appello alle autorità civili perché garantiscano “che tutte le persone possano esercitare con libertà e sicurezza la propria professione” e combattano “l’impunità e la corruzione che così tanto colpisce e ferisce la nostra nazione”.

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